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Guide e consigli per gestire al meglio i farmaci di casa.

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Tosse da ramipril (e ACE inibitori): perché compare, quanto dura e cosa fare

Il ramipril e tutti gli ACE inibitori causano tosse secca per accumulo di bradichinina: è un effetto di classe, non dipende dalla dose e non migliora con altri ACE inibitori. La soluzione più efficace è la sostituzione con un sartano, concordata con il medico.

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Lansoprazolo vs Omeprazolo: differenze pratiche tra i due gastroprotettori più usati

Lansoprazolo e omeprazolo hanno efficacia equivalente come gastroprotettori, ma l'omeprazolo inibisce CYP2C19 in misura maggiore, riducendo l'attivazione del clopidogrel: nei pazienti cardiologici con Plavix si preferisce spesso lansoprazolo o pantoprazolo. Il lansoprazolo ha inoltre la formulazione orodispersibile utile in chi ha disfagia.

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Ogni quante ore si può prendere il paracetamolo (Tachipirina): dosi, intervalli e limiti giornalieri

Il paracetamolo si può riprendere ogni 4 ore (minimo assoluto), con una dose massima di 1 g per volta e 3–4 g nelle 24 ore per l'adulto sano. Anziani, chi beve alcol e chi è a digiuno prolungato devono abbassare la soglia. Attenzione alla somma accidentale con altri farmaci che già contengono paracetamolo.

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Perché il cortisone va preso la mattina: il ritmo circadiano e la soppressione surrenalica

Il cortisolo endogeno raggiunge il picco tra le 6 e le 8 di mattina. Prendere il cortisone in quel momento mimics il ritmo naturale e lascia spazio all'asse HPA di riprendere l'attività nella fase notturna, riducendo la soppressione surrenalica a lungo termine. La sera amplifica insonnia, iperglicemia e rende più difficile la sospensione.

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Candesartan vs Olmesartan: differenze pratiche tra due sartani per l'ipertensione

Candesartan ha evidenze solide nello scompenso cardiaco (studi CHARM) ed è usato anche come profilassi dell'emicrania; olmesartan è uno dei sartani più potenti in senso antipertensivo ma è l'unico ARB associato a enteropatia sprue-simile (diarrea cronica, atrofia villi) che scompare con la sospensione.

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Allopurinolo per la gotta: come funziona, quando iniziarlo e regole pratiche

L'allopurinolo inibisce la xantina ossidasi riducendo la produzione di acido urico. Va iniziato solo 2-4 settimane dopo l'attacco acuto, titolato gradualmente da 100 mg, e accompagnato da profilassi con colchicina nelle prime settimane per evitare attacchi di mobilizzazione.

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Metotrexato nell'artrite reumatoide: guida pratica a dosi, effetti collaterali e monitoraggio

Il metotrexato in reumatologia si usa a dosi settimanali (7,5-25 mg/settimana) molto inferiori a quelle oncologiche: modula il sistema immunitario riducendo l'infiammazione. L'acido folico il giorno dopo la dose è obbligatorio per ridurre gli effetti collaterali. Richiede monitoraggio regolare di emocromo e transaminasi.

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Rivaroxaban (Xarelto) vs Apixaban (Eliquis): differenze pratiche tra i due NOAC più usati

Rivaroxaban (Xarelto) si prende una volta al giorno ma obbligatoriamente con il pasto; apixaban (Eliquis) richiede due dosi al giorno ma è indipendente dai pasti e ha meno accumulo renale. Apixaban mostra un profilo di sanguinamento gastrointestinale più favorevole in studi comparativi.

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Lisinopril vs Ramipril: differenze tra due ACE inibitori e quando si preferisce uno o l'altro

Ramipril è un profarmaco attivato dal fegato con forti evidenze per la protezione cardiovascolare (studio HOPE); lisinopril è già attivo, non richiede attivazione epatica ed è preferito nei pazienti con epatopatia. Entrambi causano tosse secca caratteristica della classe.

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Atenololo vs Metoprololo: differenze pratiche tra i due beta-bloccanti più usati

Atenololo è idrosolubile (meno effetti centrali come insonnia e depressione), ha eliminazione renale e si prende una volta al giorno. Metoprololo succinato è liposolubile, metabolizzato dal fegato, preferito nello scompenso cardiaco e post-infarto, e ha più evidenze nella profilassi dell'emicrania.

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Farmaci che non si possono schiacciare o aprire: perché è pericoloso e come riconoscerli

Le compresse a rilascio prolungato (SR, XR, ER, Retard) e quelle gastroresistenti non devono mai essere schiacciate o aperte: si libera tutta la dose in una volta, con rischio di tossicità, o il farmaco viene inattivato dallo stomaco. Scopri come riconoscere questi farmaci e quali alternative esistono.

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Trombosi in aereo: rischi reali, prevenzione e cosa fare nei voli lunghi

Nei voli superiori alle 4 ore, l'immobilità e la disidratazione aumentano il rischio di trombosi venosa profonda, soprattutto in chi ha fattori di rischio. Le misure preventive efficaci includono idratazione, esercizi per le gambe, calze compressive e, nei soggetti ad alto rischio, profilassi con eparina prescritta dal medico.

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Perché bisogna sempre finire il ciclo di antibiotico: resistenza, ricadute e cosa fare

Sospendere l'antibiotico appena ci si sente meglio è uno degli errori più comuni e pericolosi: i batteri più resistenti sopravvivono e si moltiplicano, causando ricadute più difficili da trattare. Il ciclo va sempre completato; i probiotici aiutano a proteggere l'intestino durante la terapia.

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Antistaminici di prima e seconda generazione: differenze pratiche e come scegliere

Gli antistaminici di prima generazione causano sonnolenza perché attraversano la barriera emato-encefalica; quelli di seconda generazione (cetirizina, loratadina, fexofenadina) sono molto meno sedanti e durano 24 ore. Scegli la prima generazione solo per orticaria notturna o cinetosi; per le allergie diurne usa sempre la seconda.

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Paracetamolo e fegato: quando è davvero pericoloso e le dosi da non superare

Il paracetamolo produce un metabolita tossico (NAPQI) neutralizzato dal glutatione. Quando il glutatione si esaurisce — per dosi elevate, alcol o digiuno — il NAPQI distrugge le cellule epatiche. La dose massima sicura è 3000 mg/die per gli adulti sani; chi beve regolarmente non deve superare i 2000 mg.

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