Resistenza agli antibiotici: perché è pericolosa e cosa possiamo fare
Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute, consulta un professionista sanitario.
Ogni anno nel mondo muoiono circa 1,3 milioni di persone per infezioni causate da batteri resistenti agli antibiotici. L'OMS la definisce una delle 10 maggiori minacce per la salute pubblica globale. Eppure la resistenza antibiotica si costruisce anche nelle nostre case, con comportamenti quotidiani che sembrano innocui.
Capire come si sviluppa la resistenza e cosa possiamo fare per rallentarla è una responsabilità di tutti, non solo dei medici.
Come funziona la resistenza agli antibiotici
I batteri si riproducono velocissimamente: una singola cellula batterica può diventare milioni in poche ore. Durante questo processo, avvengono mutazioni genetiche casuali. Alcune di queste mutazioni conferiscono al batterio la capacità di:
- Produrre enzimi che inattivano l'antibiotico (es. beta-lattamasi che distruggono le penicilline)
- Modificare il bersaglio su cui agisce l'antibiotico (cambiare la “serratura” che il farmaco deve aprire)
- Pompare fuori l'antibiotico dalla cellula batterica (pompe di eflusso)
- Ridurre la permeabilità della membrana cellulare all'antibiotico
Quando prendi un antibiotico, i batteri sensibili muoiono. Quelli resistenti sopravvivono e si riproducono: è la selezione naturale che lavora a nostro svantaggio. Il problema è amplificato dal fatto che i batteri condividono geni di resistenza tra di loro (trasferimento genico orizzontale), anche tra specie diverse.
Comportamenti che accelerano la resistenza
Assumere antibiotici senza prescrizione
Prendere antibiotici per un'infezione virale (raffreddore, influenza, la maggior parte dei mal di gola) non serve e fa danni. Come spiegato nella guida su quando serve l'antibiotico, questi farmaci non agiscono sui virus. Ma il loro uso espone il tuo microbioma alla pressione selettiva che favorisce i ceppi resistenti.
Interrompere il ciclo prima del termine
“Mi sento meglio, smetto di prenderlo.” È uno degli errori più frequenti e più pericolosi. Quando le condizioni cliniche migliorano, i batteri più sensibili sono già stati eliminati, ma i più resistenti potrebbero essere ancora presenti in piccolo numero. Interrompere il trattamento in anticipo lascia questi sopravvissuti resistenti liberi di moltiplicarsi senza competizione.
Questo è tra gli errori più comuni con i farmaci: completa sempre il ciclo prescritto dal medico.
Conservare e riusare antibiotici avanzati
Tenere antibiotici scaduti o usare quelli avanzati da un ciclo precedente per un'altra infezione è un'abitudine pericolosa. Ogni infezione batterica può essere causata da batteri diversi, con sensibilità diverse. Solo il medico con un antibiogramma può scegliere l'antibiotico giusto.
Pressione selettiva negli allevamenti
Il 70% degli antibiotici prodotti nel mondo viene usato in zootecnia, spesso come promotori di crescita (pratica ora vietata in UE ma ancora diffusa altrove). Questo contribuisce massicciamente alla resistenza globale.
I “superbatteri” più preoccupanti
- MRSA (Staphylococcus aureus meticillino-resistente): comune negli ospedali, causa infezioni gravi difficili da trattare. Può essere acquisito anche in comunità.
- ESBL (enterobatteri produttori di beta-lattamasi a spettro esteso): resistenti a molte penicilline e cefalosporine. Comuni nei tratti urinari.
- CRE (enterobatteri resistenti ai carbapenemi): quasi pan-resistenti, con mortalità elevatissima nelle infezioni gravi.
- Gonococco multiresistente: la gonorrea sta diventando sempre più difficile da trattare.
- TBC resistente: la tubercolosi MDR (multi-drug resistant) è una crisi sanitaria in molte regioni del mondo.
Come usare gli antibiotici in modo responsabile
- Prendi antibiotici solo quando prescritti dal medico per un'infezione batterica confermata o fortemente sospetta.
- Completa sempre il ciclo alla dose e per il numero di giorni prescritti.
- Non condividere gli antibiotici con altre persone.
- Non usare antibiotici avanzati da trattamenti precedenti: potrebbero essere la dose sbagliata per il batterio sbagliato.
- Non chiedere l'antibiotico al medico per un raffreddore o un'influenza: non serve e fa male.
- Smaltisci i farmaci correttamente: portali in farmacia, non buttarli nel water o nell'immondizia. Gli antibiotici nell'ambiente favoriscono la resistenza batterica.
Vaccinazione: la migliore difesa contro la resistenza
Prevenire le infezioni è il modo più efficace per non dover ricorrere agli antibiotici. I vaccini contro pneumococco, meningococco, Haemophilus influenzae, varicella, e l'influenza riducono le infezioni batteriche e quindi l'uso di antibiotici.
Il futuro: nuovi antibiotici e alternative
Lo sviluppo di nuovi antibiotici è drasticamente rallentato: poca remuneratività per le aziende farmaceutiche rispetto ai farmaci cronici. Alcune strategie in ricerca:
- Batteriofagi: virus che attaccano i batteri. Usati in casi disperati in alcuni ospedali europei (terapia compassionevole).
- Anticorpi monoclonali antibatterici
- Peptidi antimicrobici
- Inibitori delle pompe di eflusso batteriche
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Conclusione
La resistenza antibiotica non è un problema astratto: è già qui, e ogni uso inappropriato di antibiotici la peggiora. Ognuno di noi ha un ruolo: usare gli antibiotici solo quando servono, completare i cicli prescritti e smaltire i farmaci correttamente. La battaglia contro la resistenza si vince anche nel quotidiano.