Antidolorifici da banco a confronto: paracetamolo, ibuprofene, aspirina e nimesulide
Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute, consulta un professionista sanitario.
In farmacia senza ricetta trovi paracetamolo, ibuprofene, aspirina e nimesulide: quattro principi attivi con meccanismi diversi, indicazioni diverse e profili di rischio diversi. Scegliere quello giusto fa la differenza tra sollievo efficace e un effetto collaterale evitabile. Questa guida pratica ti aiuta a capire quando usare quale.
I quattro antidolorifici da banco: panoramica
Prima di entrare nel dettaglio, una panoramica comparativa:
- Paracetamolo (Tachipirina, Efferalgan, Panadol): analgesico e antipiretico. Non antinfiammatorio. Il più sicuro per stomaco, reni e cuore. Tossico per il fegato in overdose.
- Ibuprofene (Brufen, Nurofen, Moment): FANS, analgesico, antipiretico e antinfiammatorio. Rischio gastrico e renale. Il più versatile dei FANS da banco.
- Aspirina (acido acetilsalicilico): FANS, analgesico, antipiretico, antinfiammatorio e antiaggregante. Rischio gastrico. Oggi meno usato come antidolorifico per l'effetto antiaggregante irreversibile.
- Nimesulide (Aulin, Mesulid): FANS selettivo COX-2, analgesico e antinfiammatorio. Meno irritante per lo stomaco rispetto agli altri FANS. Rischio epatico. In Italia disponibile da banco ma con alcune restrizioni.
Paracetamolo: quando è la prima scelta
Il paracetamolo è il farmaco di prima scelta in tutte le situazioni in cui si vuole ridurre il dolore o la febbre senza bisogno di effetto antinfiammatorio, e quando ci sono controindicazioni ai FANS:
- Febbre senza componente infiammatoria importante
- Mal di testa da tensione
- Dolori lievi-moderati generici
- Gravidanza (unico antidolorifico usabile, con cautela, durante la gravidanza)
- Bambini sotto i 3 mesi
- Pazienti con gastrite, ulcera peptica o storia di sanguinamento GI
- Pazienti con insufficienza renale
- Pazienti con insufficienza cardiaca (i FANS ritenzione idrica)
- Anziani (meno rischi sistemici rispetto ai FANS)
Attenzione alla dose: la dose massima negli adulti è 1 g ogni 6 ore, non più di 4 g al giorno. Con consumo regolare di alcol: ridurre a massimo 2 g/die. Il paracetamolo è sicuro alle dosi raccomandate ma pericolosissimo in overdose (necrosi epatica fulminante).
Ibuprofene: quando aggiungere l'effetto antinfiammatorio
L'ibuprofene è la prima scelta quando il dolore ha una componente infiammatoria evidente o quando il paracetamolo non è abbastanza:
- Dolori mestruali (dismenorrea): è il farmaco più efficace perché riduce la produzione di prostaglandine endometriali, la causa principale dei crampi.
- Mal di denti con gonfiore: componente infiammatoria rilevante.
- Dolori muscolari e articolari da trauma acuto: distorsioni, contusioni, tendiniti.
- Lombalgia acuta con contrattura: l'effetto antinfiammatorio aiuta più del solo paracetamolo.
- Mal di testa con componente vascolare (emicrania lieve-moderata).
Dosi da banco: 200–400 mg ogni 4–6 ore, massimo 1.200 mg/die senza prescrizione. Sempre durante o dopo i pasti per ridurre il rischio gastrico. Per sapere se prendere ibuprofene a stomaco vuoto sia rischioso, leggi la guida su ibuprofene a stomaco vuoto.
Aspirina: il caso speciale
L'aspirina come antidolorifico è oggi molto meno usata rispetto al passato per diverse ragioni:
- Effetto antiaggregante irreversibile: inibisce la COX-1 piastrinica in modo permanente per tutta la vita della piastrina (7–10 giorni). Questo significa che una singola dose da 500 mg altera la coagulazione per quasi due settimane. Non indicata prima di interventi chirurgici, estrazioni dentali, o in persone con disturbi della coagulazione.
- Controindicata sotto i 16 anni: rischio di sindrome di Reye (encefalopatia acuta + epatopatia) in bambini con infezioni virali.
- Irritazione gastrica marcata: tra i FANS tradizionali, è tra i più gastrolesivi.
L'aspirina è invece fondamentale a basse dosi (75–100 mg/die) come cardioaspirina per la prevenzione cardiovascolare. In questo contesto è irrinunciabile. La guida alla differenza tra aspirina e cardioaspirina chiarisce le due indicazioni.
Nimesulide: l'antinfiammatorio di seconda scelta
La nimesulide è un FANS selettivo per la COX-2, il che la rende meno gastrolesiva degli altri FANS tradizionali (che inibiscono sia COX-1 che COX-2). La COX-1 protegge la mucosa gastrica: inibendola di meno, la nimesulide è meglio tollerata a livello gastrico.
In Italia è indicata principalmente per:
- Dolori muscolari e articolari
- Dismenorrea primaria
- Cefalea di tensione
Limitazioni importanti:
- Rischio epatico: la nimesulide è associata a un rischio di epatotossicità leggermente superiore agli altri FANS. L'AIFA ha limitato la durata massima a 15 giorni e ne ha vietato l'uso nei bambini sotto i 12 anni.
- Non è antipiretica come il paracetamolo o l'ibuprofene.
- È controindicata in gravidanza, nell'allattamento, nei bambini sotto i 12 anni e in caso di epatopatia.
Per approfondire le indicazioni della nimesulide, leggi la guida su quando si usa la nimesulide.
Tabella riassuntiva: quale scegliere
- Febbre: paracetamolo (prima scelta), ibuprofene (alternativa, più efficace se associata a stato infiammatorio).
- Dolori mestruali: ibuprofene (prima scelta), nimesulide (alternativa).
- Mal di testa da tensione: paracetamolo o ibuprofene.
- Emicrania: ibuprofene, aspirina effervescente, o triptani su prescrizione.
- Dolore muscolare/articolare con gonfiore: ibuprofene o nimesulide.
- Paziente con gastrite: paracetamolo. Se serve un FANS, nimesulide + gastroprotettore.
- Gravidanza: solo paracetamolo, sotto controllo medico.
- Bambini sotto i 12 anni: paracetamolo o ibuprofene (dosi pediatriche). Mai aspirina, mai nimesulide.
- Anziani con problemi renali: paracetamolo. Evitare FANS.
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Conclusione
Non esiste “il miglior antidolorifico” in assoluto: esiste quello più adatto al tipo di dolore, alla persona e alle sue condizioni di salute. Il paracetamolo è il più sicuro e versatile. L'ibuprofene è superiore quando serve l'effetto antinfiammatorio. L'aspirina è rimasta fondamentale come cardioaspirina ma non come analgesico di prima scelta. La nimesulide è un'opzione valida nei dolori infiammatori in adulti senza problemi epatici. In caso di dubbio, il farmacista è la risorsa più accessibile per una valutazione personalizzata.
Domande frequenti
Qual è il miglior antidolorifico da banco?
Non esiste un 'migliore' assoluto. Il paracetamolo è il più sicuro per stomaco, reni e cuore. L'ibuprofene è superiore nei dolori con componente infiammatoria (dismenorrea, distorsioni, mal di denti). La scelta dipende dal tipo di dolore e dalle condizioni del paziente.
La nimesulide è più forte dell'ibuprofene?
Non esattamente. La nimesulide è un inibitore selettivo della COX-2, meno gastrolesiva ma con maggior rischio epatico. È preferibile per chi ha gastrite ma è controindicata in caso di epatopatia o nei bambini sotto i 12 anni.
Posso prendere insieme paracetamolo e ibuprofene?
Sì, l'associazione è sicura perché hanno meccanismi e metabolismo diversi. In alcuni contesti (febbre alta nei bambini) si usa l'alternanza controllata. Non vanno però dati contemporaneamente senza piano orario preciso.