Colesterolo buono e cattivo: differenza tra HDL e LDL, valori normali e rischi

Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute, consulta un professionista sanitario.

“Ha il colesterolo alto”: una frase sentita milioni di volte, ma spesso mal interpretata. Il colesterolo totale da solo non dice quasi niente. Quello che conta è il rapporto tra le diverse frazioni: HDL, LDL e trigliceridi. Vediamo cosa sono, quali sono i valori normali e cosa fare quando sono fuori range.

Cos'è il colesterolo (e perché non è tutto uguale)

Il colesterolo è una molecola lipidica essenziale per l'organismo: è componente fondamentale delle membrane cellulari, precursore degli ormoni steroidei (cortisolo, testosterone, estrogeni) e della vitamina D, e necessario per la produzione degli acidi biliari.

Poiché è una molecola grassa, non può circolare libera nel sangue: viene trasportata da proteine specifiche chiamate lipoproteine. Ed è proprio il tipo di lipoproteina che determina se il colesterolo è “buono” o “cattivo”.

LDL: il “colesterolo cattivo”

Le LDL (Low Density Lipoproteins, lipoproteine a bassa densità) trasportano il colesterolo dal fegato ai tessuti periferici. Il problema è che in eccesso tendono a depositarsi sulle pareti delle arterie, infiltrandosi nell'intima arteriosa e dando inizio al processo di aterosclerosi: formazione di placche che restringono il lume arterioso e aumentano il rischio di infarto e ictus.

Il rischio è ancora maggiore quando le LDL vengono ossidate dai radicali liberi (LDL ossidate), che sono più facilmente inglobate dai macrofagi e contribuiscono alla formazione delle placche aterosclerotiche.

Valori di riferimento dell'LDL:

  • Ottimale: sotto 100 mg/dL (per chi ha già avuto eventi cardiovascolari, l'obiettivo è sotto 70 mg/dL)
  • Accettabile: 100–129 mg/dL
  • Borderline alto: 130–159 mg/dL
  • Alto: 160–189 mg/dL
  • Molto alto: sopra 190 mg/dL

HDL: il “colesterolo buono”

Le HDL (High Density Lipoproteins, lipoproteine ad alta densità) fanno il percorso inverso: raccolgono il colesterolo in eccesso dai tessuti periferici e dalle pareti arteriose e lo riportano al fegato per essere eliminato. Questo processo si chiama trasporto inverso del colesterolo ed è il meccanismo con cui le HDL “proteggono” le arterie.

Avere HDL alte è un fattore protettivo cardiovascolare: per ogni aumento di 1 mg/dL di HDL, il rischio di infarto si riduce di circa il 2–3%.

Valori di riferimento dell'HDL:

  • Basso (fattore di rischio): sotto 40 mg/dL negli uomini, sotto 50 mg/dL nelle donne
  • Normale: 40–59 mg/dL (uomini), 50–59 mg/dL (donne)
  • Ottimale (protettivo): sopra 60 mg/dL

Trigliceridi: il terzo attore

I trigliceridi sono i grassi di deposito dell'organismo. Nel sangue, valori elevati sono associati a rischio cardiovascolare aumentato, specialmente in combinazione con HDL basse e LDL alte (la cosiddetta “dislipidemia aterogena”, tipica della sindrome metabolica).

Valori di riferimento dei trigliceridi:

  • Normale: sotto 150 mg/dL
  • Borderline alto: 150–199 mg/dL
  • Alto: 200–499 mg/dL
  • Molto alto (rischio pancreatite): sopra 500 mg/dL

I trigliceridi sono molto sensibili alla dieta (in particolare a zuccheri e alcol) e allo stile di vita. Calano rapidamente con l'esercizio fisico e la riduzione di carboidrati raffinati.

Il colesterolo totale da solo non basta

Avere un colesterolo totale di 220 mg/dL può essere accettabile se le HDL sono alte (es. 70 mg/dL) e le LDL nella norma. Al contrario, un colesterolo totale di 190 mg/dL con HDL bassissime (es. 30 mg/dL) è molto più preoccupante.

Per questo motivo il medico valuta sempre il profilo lipidico completo e calcola il rapporto colesterolo totale/HDL (o il rapporto LDL/HDL), che è un indicatore più accurato del rischio cardiovascolare. Un rapporto CT/HDL sotto 4 è generalmente considerato favorevole.

Cosa alza l'LDL e cosa lo abbassa

Aumentano l'LDL:

  • Grassi saturi (carni grasse, burro, formaggi stagionati, olio di palma)
  • Grassi trans (prodotti industriali, margarine idrogenate)
  • Eccesso di colesterolo alimentare (meno rilevante di quanto si credeva, ma conta)
  • Sedentarietà, sovrappeso
  • Predisposizione genetica (ipercolesterolemia familiare)
  • Ipotiroidismo non trattato

Abbassano l'LDL:

  • Dieta ricca di fibre solubili (avena, legumi, frutta)
  • Grassi insaturi (olio d'oliva, frutta secca, avocado)
  • Riduzione dei grassi saturi e trans
  • Statine (farmaci di prima scelta)
  • Attività fisica regolare
  • Calo ponderale

Cosa alza l'HDL e cosa lo abbassa

Aumentano l'HDL:

  • Esercizio fisico aerobico regolare (una delle poche cose davvero efficaci)
  • Smettere di fumare
  • Alcol moderato (ma non è un buon motivo per berlo)
  • Grassi monoinsaturi (olio d'oliva)
  • Omega-3 (in parte)

Abbassano l'HDL:

  • Sedentarietà
  • Fumo di sigaretta
  • Sovrappeso e obesità
  • Diete molto povere di grassi (paradossalmente)
  • Diabete non controllato

Per gli integratori che possono aiutare il profilo lipidico, leggi integratori naturali per il colesterolo. Per il ruolo degli omega-3, consulta omega-3: quando e come prenderli.

Quando serve la statina

Le statine (atorvastatina, rosuvastatina, simvastatina) sono i farmaci più efficaci per abbassare l'LDL. La decisione di iniziare una terapia con statine non si basa solo sul valore dell'LDL, ma sul rischio cardiovascolare globale del paziente, calcolato considerando anche:

  • Età e sesso
  • Pressione arteriosa
  • Fumo
  • Diabete
  • Precedenti eventi cardiovascolari
  • Storia familiare

Un paziente con LDL di 160 mg/dL e nessun altro fattore di rischio può essere gestito con stile di vita. Un paziente con LDL di 120 mg/dL che ha già avuto un infarto ha quasi certamente bisogno della statina. Per approfondire, leggi colesterolo alto: farmaci e trattamenti.

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Conclusione

Il colesterolo “buono” (HDL) e quello “cattivo” (LDL) hanno ruoli opposti nella salute cardiovascolare. Il valore che conta davvero non è il colesterolo totale, ma il rapporto tra le frazioni. Stile di vita, dieta e—quando necessario—i farmaci agiscono su entrambi. Non aspettare i sintomi per controllare il profilo lipidico: un semplice esame del sangue, raccomandato a partire dai 40 anni (prima in caso di familiarità), può fare la differenza.

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