Convulsioni febbrili nei bambini: cosa fare e quando chiamare il 118

Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute, consulta un professionista sanitario.

Vedere il proprio figlio in preda a convulsioni è uno degli eventi più spaventosi che un genitore possa vivere. Il bambino perde conoscenza, il corpo si irrigidisce o scosse, gli occhi vanno in su: sembra una catastrofe. Ma nella grande maggioranza dei casi, leconvulsioni febbrili sono benigne, si risolvono da sole in pochi minuti e non causano danni al cervello.

In questa guida spieghiamo cosa sono, cosa fare durante la crisi, quando chiamare il 118, i farmaci disponibili e come tranquillizzare i genitori con dati concreti.

Cosa sono le convulsioni febbrili

Le convulsioni febbrili (o crisi convulsive febbrili) sono episodi convulsivi che si verificano in bambini tra i 6 mesi e i 6 anni in associazione a febbre (≥38°C), in assenza di infezioni del sistema nervoso centrale (meningite, encefalite), disturbi metabolici o storia di convulsioni afebbrili.

Sono la forma più comune di convulsioni in età pediatrica: colpiscono il 2–5% dei bambini tra 6 mesi e 5 anni. Il picco di incidenza è tra 18 mesi e 2 anni.

Convulsioni febbrili semplici vs complesse

Questa distinzione è fondamentale per la prognosi e la gestione:

Convulsioni febbrili semplici (85% dei casi)

  • Durata <15 minuti (di solito 1–3 minuti)
  • Generalizzate (tutto il corpo)
  • Una sola crisi nelle 24 ore
  • Risoluzione spontanea
  • Rapido recupero della coscienza dopo la crisi

Le convulsioni semplici non causano danni neurologici, non aumentano il rischio di epilessia in modo significativo e non richiedono ricovero né terapia antiepilettca a lungo termine.

Convulsioni febbrili complesse (15% dei casi)

  • Durata >15 minuti
  • Focali (solo parte del corpo)
  • Ricorrenti entro 24 ore
  • Recupero lento della coscienza (>1 ora — paralisi di Todd)

Le forme complesse richiedono valutazione medica più approfondita e, in alcuni casi, accertamenti neurologici.

Cosa fare durante la crisi: guida passo-passo

Questi minuti sembrano eterni, ma avere un piano chiaro aiuta a mantenere la calma e proteggere il bambino:

  • 1. Mantenere la calma (lo sappiamo, è difficile, ma è importante).
  • 2. Adagiare il bambino su un piano morbido (es. tappeto, letto), di lato (posizione di sicurezza laterale) per prevenire l'inalazione di eventuali secrezioni.
  • 3. Non mettere nulla in bocca — né dita, né cucchiai, né oggetti. Il bambino non può inghiottire la lingua (mito falso e pericoloso).
  • 4. Non trattenere il bambino con la forza: le scosse sono involontarie e trattenere può causare lesioni.
  • 5. Allontanare oggetti pericolosi nell'area intorno.
  • 6. Guardare l'orologio: notare l'orario di inizio. La durata è un dato fondamentale da riferire al medico.
  • 7. Osservare la crisi: è generalizzata o focale? C'è irrigidità o solo scosse? Gli occhi dove sono?
  • 8. Dopo la crisi: il bambino può essere assonnato o confuso (fase post-critica normale). Tenerlo vicino, calmarlo, misurare la febbre.

Quando chiamare il 118 (emergenza)

Chiamare immediatamente il 118 se:

  • La convulsione dura più di 5 minuti
  • Il bambino non si riprende dopo la crisi
  • Si ha la sensazione che il bambino non respiri correttamente
  • Le convulsioni si ripetono in rapida successione
  • La crisi è focale (solo parte del corpo) o con asimmetria
  • Il bambino ha meno di 6 mesi
  • Non c'è febbre evidente (potrebbe non essere una convulsione febbrile)
  • Il bambino ha già avuto diagnosi di meningite, encefalite o altra patologia neurologica
  • È la prima convulsione e i genitori non sono sicuri di cosa fare

In caso di prima crisi convulsiva, è sempre indicata una valutazione medica, anche se si è risolta spontaneamente.

Farmaci: quando e come si usa il diazepam rettale

Per la grande maggioranza delle convulsioni febbrili semplici, che durano 1–3 minuti e si risolvono spontaneamente, non è necessario alcun farmaco durante la crisi.

Il diazepam rettale (Stesolid, Valium rettale) viene prescritto in situazioni specifiche:

  • Bambini con storia di convulsioni prolungate o ricorrenti, su prescrizione del neurologo pediatrico.
  • Da usare solo se la crisi dura più di 5 minutie non si è in grado di raggiungere rapidamente il pronto soccorso.
  • Dose: 0,5 mg/kg rettale (soluzione pronta in microclisma). La soluzione si inserisce nel retto con l'applicatore fornito, tenendo le natiche premute per 1–2 minuti dopo.
  • Può causare depressione respiratoria: non usare mai senza indicazione medica specifica e senza formazione adeguata. Tenere a portata di mano solo se il pediatra lo ha esplicitamente prescritto.

In ambiente ospedaliero, per lo stato epilettico febbrile(convulsione >30 minuti), si usano benzodiazepine endovena (lorazepam, diazepam) e, se necessario, fenitoina o fenobarbital.

Febbre: abbassarla previene le convulsioni?

Questa è una delle domande più frequenti. La risposta, sorprendente per molti genitori, è no: gli studi clinici non hanno dimostrato che abbassare la febbre con paracetamolo o ibuprofene riduca il rischio di convulsioni febbrili nei bambini predisposti. Le convulsioni spesso compaiono quando la temperatura sale rapidamente, a volte addirittura prima che il genitore si accorga della febbre.

Nonostante ciò, gli antipiretici vanno usati per il benessere del bambino (ridurre il malessere da febbre) e non per “prevenire la crisi”. Per approfondire la gestione degli antipiretici nei bambini, consulta la guida dedicata.

Profilassi: quando si fa

La profilassi continuativa con antiepilettici (fenobarbital o acido valproico) non è raccomandata nelle convulsioni febbrili semplici: i rischi dei farmaci superano i benefici in questa condizione fondamentalmente benigna. Può essere presa in considerazione solo in casi selezionati di convulsioni febbrili complesse ricorrenti, sotto stretto controllo del neurologo pediatrico.

La profilassi “al bisogno” con diazepam orale all'inizio della febbre è stata proposta ma le evidenze non sono convincenti e gli effetti sedativi possono mascherare un peggioramento neurologico.

Prognosi: tranquillizzare i genitori con i dati

Dopo una convulsione febbrile semplice:

  • Il rischio di epilessia futura è solo leggermente superiore alla popolazione generale: circa 2–3% (vs 1% della popolazione generale). Non è una differenza allarmante.
  • Il rischio di ricorrenza di convulsioni febbriliè del 30–40% nei successivi episodi febbrili, con il picco di rischio nei 6 mesi seguenti al primo episodio.
  • I bambini con convulsioni febbrili non sviluppano ritardo mentale o danni cognitivi più frequentemente degli altri bambini.
  • La grande maggioranza (95%+) “supera” le convulsioni febbrili entro i 6 anni, quando la soglia convulsiva matura.

Sapere questi numeri aiuta i genitori a mantenere la prospettiva in un momento angosciante.

Quando è necessaria la puntura lombare

La puntura lombare (rachicentesi) serve per escludere la meningite. Non è necessaria di routine dopo ogni convulsione febbrile. Le indicazioni sono:

  • Bambini <12 mesi con prima convulsione febbrile (la presentazione della meningite può essere atipica)
  • Meningismo clinico (rigidità nucale, fotofobia)
  • Sintomi o segni neurologici persistenti dopo la crisi
  • Convulsione in bambino non vaccinato contro H. influenzaeo pneumococco
  • Stato generale molto compromesso, non spiegato dalla febbre

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Conclusione

Le convulsioni febbrili fanno paura ma, nella forma semplice, sono quasi sempre benigne e autolimitanti. La cosa più importante da fare è proteggere il bambino durante la crisi, cronometrare la durata e chiamare il 118 se supera i 5 minuti. Abbassare la febbre non previene le crisi, ma migliora il benessere del bambino. Conoscere questi fatti permette ai genitori di affrontare la situazione con più calma e lucidità.

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