Cortisone: a cosa serve, effetti collaterali e come assumerlo

Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute, consulta un professionista sanitario.

Il cortisone è uno dei farmaci più prescritti in Italia, ma anche uno dei più temuti. Chi lo assume spesso si preoccupa degli effetti collaterali, chi lo prescrive sa che è uno strumento potentissimo se usato bene. La verità è che il cortisone non è né un miracolo né un veleno: è un farmaco con regole precise.

In questa guida vediamo cos'è il cortisone, quando serve, quali sono gli effetti collaterali reali, come assumerlo correttamente e perché non bisogna mai interromperlo di colpo.

Cos'è il cortisone e come funziona

I corticosteroidi sono versioni sintetiche del cortisolo, un ormone prodotto naturalmente dalle ghiandole surrenali. Il cortisolo regola molte funzioni vitali: il metabolismo, la risposta allo stress, l'infiammazione e il sistema immunitario.

Il cortisone farmacologico agisce in due modi principali:

  • Antinfiammatorio: riduce gonfiore, rossore, dolore e calore nei tessuti infiammati. Lo fa bloccando la produzione di sostanze chimiche che scatenano l'infiammazione (prostaglandine, leucotrieni, citochine).
  • Immunosoppressore: abbassa l'attività del sistema immunitario. Questo è utile quando il sistema immunitario attacca per errore i tessuti sani, come nelle malattie autoimmuni.

Esistono diversi principi attivi cortisonici: prednisone, prednisolone, metilprednisolone, desametasone, betametasone. Ognuno ha potenza e durata d'azione diverse, e il medico sceglie quello più adatto in base alla patologia.

Quando il cortisone serve davvero

Il cortisone è indicato in molte condizioni, dalla più lieve alla più seria:

  • Allergie gravi: reazioni allergiche importanti, orticaria estesa, edema. Per le crisi allergiche acute il cortisone è spesso il farmaco di prima scelta.
  • Asma: nelle crisi asmatiche il cortisone riduce rapidamente l'infiammazione bronchiale. Viene usato anche come terapia di mantenimento per via inalatoria.
  • Malattie autoimmuni: artrite reumatoide, lupus, sclerosi multipla, morbo di Crohn. In queste patologie il sistema immunitario attacca il corpo stesso e il cortisone lo “calma”.
  • Dermatiti e problemi cutanei: eczema, psoriasi, dermatite da contatto. Spesso si usa in forma topica (crema o pomata).
  • Dolori articolari: infiltrazioni di cortisone direttamente nelle articolazioni per borsiti, tendiniti, artrosi infiammatoria.
  • Trapianti d'organo: per prevenire il rigetto, il cortisone fa parte della terapia immunosoppressiva.

Le diverse vie di somministrazione

Non tutto il cortisone è uguale. La via di somministrazione cambia enormemente l'effetto e il rischio:

  • Orale (compresse): effetto sistemico, agisce su tutto il corpo. È la forma con più effetti collaterali se usata a lungo.
  • Inalatoria (spray nasali, aerosol): agisce localmente su naso e bronchi. Gli effetti collaterali sistemici sono minimi perché la dose assorbita è bassissima.
  • Topica (creme, pomate): agisce sulla pelle. Sicura per brevi periodi, ma l'uso prolungato può assottigliare la pelle.
  • Iniettiva (infiltrazioni, endovena): le infiltrazioni agiscono localmente; la via endovenosa si usa nelle emergenze o nelle malattie gravi.

Molte persone temono il cortisone inalatorio per l'asma, ma è importante capire che la dose che raggiunge il circolo sanguigno è minima. Rifiutare il cortisone inalatorio per paura e poi finire in pronto soccorso con una crisi asmatica è molto più pericoloso. Prima di trarre conclusioni affrettate, è sempre utile leggere attentamente il foglietto illustrativo per capire dosi e modalità d'uso.

Effetti collaterali: breve termine vs lungo termine

Gli effetti collaterali del cortisone dipendono dalla dose, dalla durata e dalla via di somministrazione. Un ciclo breve (5-7 giorni) ad alte dosi è generalmente ben tollerato. Il problema nasce con l'uso prolungato.

Effetti a breve termine (comuni anche in cicli brevi):

  • Aumento dell'appetito e ritenzione idrica
  • Insonnia e agitazione
  • Bruciore di stomaco
  • Aumento temporaneo della glicemia
  • Sbalzi d'umore

Effetti a lungo termine (settimane o mesi di terapia):

  • Osteoporosi: il cortisone riduce la densità ossea. Chi lo assume a lungo dovrebbe monitorare le ossa.
  • Diabete steroideo: l'aumento costante della glicemia può portare a diabete.
  • Sindrome di Cushing: viso “a luna piena”, accumulo di grasso su addome e collo, pelle fragile.
  • Soppressione surrenalica: le ghiandole surrenali smettono di produrre cortisolo perché lo ricevono dall'esterno.
  • Maggiore vulnerabilità alle infezioni: il sistema immunitario è indebolito.

Attenzione anche alle interazioni tra farmaci e alimenti: il cortisone può interagire con FANS, anticoagulanti e persino con il succo di pompelmo.

La regola d'oro: mai interrompere di colpo

Questo è il concetto più importante sull'uso del cortisone: se lo assumi da più di una settimana, non devi mai smettere improvvisamente. Ecco perché.

Quando prendi cortisone per un periodo prolungato, le tue ghiandole surrenali smettono di produrre cortisolo naturale. Se interrompi di colpo, il corpo si ritrova senza cortisolo — né quello naturale né quello farmacologico. Questo può causare una crisi surrenalica: stanchezza estrema, pressione bassissima, nausea, dolori muscolari e nei casi gravi collasso.

Il medico prevede sempre un tapering, ovvero una riduzione graduale della dose. Si scala poco alla volta, dando tempo alle surrenali di riprendere a funzionare. Non modificare mai le dosi da solo: è uno degli errori più comuni con i farmaci.

Errori comuni con il cortisone

Ecco gli sbagli più frequenti che si commettono con il cortisone:

  • Automedicazione: prendere il cortisone avanzato da una vecchia prescrizione senza consultare il medico. Ogni situazione richiede una valutazione specifica.
  • Interrompere prima del tempo: sentirsi meglio e smettere. Il cortisone spesso sopprime i sintomi ma la malattia di base potrebbe non essere risolta.
  • Usare creme cortisoniche a lungo: applicare creme al cortisone per settimane su viso o zone delicate causa assottigliamento della pelle e smagliature.
  • Non proteggere lo stomaco: il cortisone per via orale può irritare la mucosa gastrica, soprattutto se assunto insieme a FANS.
  • Confondere il cortisone inalatorio con quello orale: evitare il cortisone spray per l'asma “perché fa male” è un errore che può costare caro.

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Conclusione

Il cortisone è un farmaco straordinario quando usato nel modo giusto e per il tempo giusto. Non temerlo a priori, ma rispettalo: segui la prescrizione del medico, non modificare le dosi da solo, non interromperlo di colpo e segnala sempre qualsiasi effetto collaterale. Con le giuste precauzioni, il cortisone può migliorare enormemente la qualità della vita in molte patologie.