Cortisone orale: effetti collaterali, rischi e come assumerlo correttamente
Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute, consulta un professionista sanitario.
Il cortisone è uno dei farmaci più prescritti al mondo e uno dei più temuti dai pazienti. “Dottore, non voglio il cortisone” è una frase che i medici sentono spesso. Il timore è comprensibile, perché gli effetti collaterali esistono — ma dipendono moltissimo dalla dose, dalla durata e dalle condizioni del paziente.
In questa guida vediamo quando il cortisone orale è necessario, quali effetti collaterali si verificano davvero (e quali sono miti), come minimizzarli e perché non va mai sospeso bruscamente.
Il “cortisone”: di quale farmaco stiamo parlando
Con il termine generico “cortisone” si intendono icorticosteroidi sistemici, una famiglia di farmaci che comprende:
- Prednisone(Deltacortene): il più usato in Italia per via orale.
- Prednisolone(Soldesam, Deltacortene Solubile): la forma attiva del prednisone, usata in situazioni dove l'assorbimento gastrico è ridotto.
- Metilprednisolone(Medrol, Urbason): dosaggio più preciso, minore ritenzione idrica.
- Desametasone (Decadron): potenza molto maggiore, usato in situazioni acute gravi e per stimolare i polmoni fetali.
Per le differenze tra i principali corticosteroidi sistemici, vedi la guida su prednisone vs desametasone.
Quando il cortisone orale è davvero necessario
Il cortisone è un potente antinfiammatorio e immunosoppressore. Le indicazioni principali includono:
- Riacutizzazioni di asma bronchiale
- Gravi reazioni allergiche (orticaria gigante, anafilassi in fase di recupero)
- Malattie autoimmuni: artrite reumatoide, LES, vasculiti
- Malattie infiammatorie intestinali: morbo di Crohn, colite ulcerosa
- Riacutizzazioni di BPCO
- Alcune patologie neurologiche (sclerosi multipla in fase acuta)
- Trapianti d'organo (immunosoppressione)
Il cortisone va usato alla dose minima efficace per il tempo più breve possibile. Molti effetti collaterali sono dose e tempo dipendenti: una settimana di prednisone a dosi moderate è molto diversa da anni di terapia cronica.
Effetti collaterali: breve termine vs lungo termine
Effetti a breve termine (giorni-settimane)
Anche un ciclo breve di cortisone orale può causare:
- Aumento della glicemia:il cortisone riduce la sensibilità all'insulina. In chi ha diabete o prediabete, può richiedere aggiustamento della terapia ipoglicemizzante. Anche nelle persone sane si possono osservare picchi glicemici post-prandiali.
- Ritenzione idrica e lieve aumento di peso:il cortisone trattiene sodio e acqua, causando gonfiore, soprattutto al volto (“faccia lunare”) e alle caviglie.
- Insonnia e alterazioni dell'umore:frequenti soprattutto con dosi alte. Alcuni pazienti riferiscono euforia iniziale, altri irritabilità o ansia. Assumere la dose mattutina (non serale) riduce l'impatto sul sonno.
- Bruciore di stomaco e rischio gastrico: il cortisone danneggia la mucosa gastrica, soprattutto se associato a FANS. Per questo motivo spesso viene prescritto insieme a un gastroprotettore.
- Aumento della pressione arteriosa: per la ritenzione sodica.
- Aumentata suscettibilità alle infezioni:il cortisone sopprime il sistema immunitario. Evita contatti con persone con varicella o herpes zoster attivo.
Effetti a lungo termine (mesi-anni)
La terapia cronica con corticosteroidi è quella che comporta i rischi maggiori:
- Osteoporosi:il cortisone riduce l'assorbimento del calcio e aumenta il riassorbimento osseo. Chi usa cortisone per più di 3 mesi dovrebbe assumere integratori di calcio e vitamina D, e discutere con il medico la necessità di farmaci protettivi dell'osso (bifosfonati).
- Cataratta e glaucoma: la terapia prolungata aumenta il rischio di cataratta sottocapsulare posteriore e di ipertensione oculare.
- Redistribuzione del grasso corporeo:accumulo al tronco e al collo (“gobba di bufalo”), con assottigliamento degli arti.
- Assottigliamento cutaneoe fragilità capillare: lividi che compaiono con traumi minimi.
- Miopatia steroidea: debolezza muscolare, soprattutto ai muscoli prossimali delle gambe.
- Soppressione dell'asse ipofisi-surrene:il punto più critico, vedi sotto.
Perché non va sospeso bruscamente
Questo è il punto più importante di questa guida. Il cortisone esogeno sopprime la produzione naturale di cortisolo da parte delle ghiandole surrenali. Se si assume cortisone per più di 2-3 settimane, le surrenali “si addormentano” e non producono più il cortisolo necessario.
Se si sospende il cortisone di colpo, le surrenali non riescono a compensare immediatamente: si può sviluppare una crisi surrenalica, con stanchezza grave, nausea, vomito, ipotensione, in casi estremi shock. Per questo la dose deve essere scalata gradualmente, seguendo le indicazioni del medico.
Anche i sintomi di rimbalzo (peggioramento della malattia di base per cui si è usato il cortisone) sono frequenti se si sospende troppo in fretta.
Come ridurre gli effetti collaterali
- Assumi la dose al mattino:il cortisolo naturale ha un picco al mattino. Prendere il farmaco alle 7-8 di mattina (o comunque tutto in un'unica somministrazione mattutina) riduce la soppressione surrenalica e l'insonnia.
- Prendi sempre il gastroprotettorese prescritto. Per capire quando è veramente necessario, leggi la guida su gastroprotettore con cortisone.
- Integra calcio e vitamina Dse la terapia supera le 4-6 settimane. Il fabbisogno raccomandato è 1000-1500 mg di calcio e 800-1000 UI di vitamina D al giorno. Integratori di calcio e vitamina D sono disponibili senza ricetta in farmacia e online.
- Segui una dieta a basso contenuto di sodioper limitare la ritenzione idrica.
- Controlla la glicemiapiù frequentemente se sei diabetico.
- Evita FANS (ibuprofene, naprossene, diclofenac) durante la terapia corticosteroidea: il rischio gastrico si moltiplica.
- Non interrompere mai senza consultare il medico, nemmeno se ti senti meglio.
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Conclusione
Il cortisone orale è un farmaco potente e indispensabile in molte situazioni. I suoi effetti collaterali sono reali ma in gran parte prevedibili e gestibili con le giuste precauzioni. La chiave è usarlo alla dose minima efficace per il tempo strettamente necessario, proteggere lo stomaco e le ossa, scalare sempre la dose gradualmente. Se il tuo medico ti ha prescritto il cortisone, le probabilità sono che i benefici superino ampiamente i rischi — gestire bene la terapia ti permette di avere il massimo dell'efficacia con il minimo del rischio.
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