Cosa prendere per il mal di testa: guida ai farmaci
Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute, consulta un professionista sanitario.
Il mal di testa è uno dei disturbi più comuni al mondo: colpisce circa il 90% della popolazione almeno una volta nella vita. Quando arriva, la prima domanda è sempre la stessa: cosa posso prendere? La risposta dipende dal tipo di mal di testa, dalla sua intensità e dalla frequenza con cui si presenta.
In questa guida vediamo i principali tipi di cefalea, i farmaci da banco più indicati per ciascuno, quando è il caso di andare dal medico e un errore che molti commettono senza saperlo.
Tipi di mal di testa: riconoscerli per trattarli
Non tutti i mal di testa sono uguali, e trattarli allo stesso modo è un errore. Ecco i tre tipi principali:
Cefalea tensiva
È la forma più comune. Si manifesta come una pressione costante su entrambi i lati della testa, spesso descritta come una “fascia che stringe”. Non pulsa, non peggiora con il movimento e di solito non causa nausea. L'intensità è lieve o moderata. Le cause più comuni sono stress, tensione muscolare, postura scorretta e affaticamento visivo.
Emicrania
Dolore pulsante, spesso su un solo lato della testa, di intensità moderata o forte. Peggiora con l'attività fisica e si accompagna spesso a nausea, vomito e sensibilità alla luce e ai rumori. Un attacco di emicrania può durare da 4 a 72 ore. Alcune persone sperimentano l'“aura”: disturbi visivi (lampi, linee a zig-zag) che precedono il dolore.
Cefalea a grappolo
La meno comune ma la più dolorosa. Dolore lancinante intorno a un occhio, che dura da 15 minuti a 3 ore e si presenta a “grappoli” (più attacchi al giorno per settimane). Si accompagna a lacrimazione, naso chiuso e irrequietezza. Questa forma richiede sempre una valutazione medica e non si gestisce con farmaci da banco.
Farmaci da banco per il mal di testa
Per la cefalea tensiva e per le emicranie lievi-moderate, i farmaci da banco sono spesso sufficienti. Ecco le opzioni principali (per una lista completa, consulta la guida sui farmaci da banco più comuni):
Paracetamolo
Prima scelta per la cefalea tensiva. Efficace, ben tollerato e adatto anche a chi ha problemi di stomaco. Dose adulti: 500-1000 mg, ripetibile ogni 4-6 ore (massimo 3 g/giorno). Non ha effetto antinfiammatorio, quindi è meno efficace se il mal di testa ha una componente infiammatoria.
Ibuprofene
Ottimo per emicrania e cefalea tensiva resistente. L'effetto antinfiammatorio lo rende più efficace del paracetamolo per molti tipi di mal di testa. Dose adulti: 200-400 mg, ogni 4-6 ore (massimo 1200 mg/giorno in automedicazione). Va preso a stomaco pieno. Per un confronto dettagliato, leggi paracetamolo o ibuprofene: quale scegliere.
Acido acetilsalicilico (Aspirina)
Efficace per cefalea tensiva e emicrania. Ha anche un effetto antinfiammatorio. Dose: 500-1000 mg. Attenzione: irrita lo stomaco più dell'ibuprofene ed è controindicata sotto i 16 anni e in chi prende anticoagulanti.
Combinazioni con caffeina
Prodotti come Neoborocillina Analgesica o Excedrin combinano analgesici con caffeina. La caffeina potenzia l'effetto antidolorifico e accelera l'assorbimento del farmaco. Funzionano bene per attacchi occasionali, ma non vanno usati di frequente per il rischio di cefalea da rimbalzo.
La cefalea da uso eccessivo di farmaci
Questo è il paradosso che molti ignorano: prendere troppi antidolorifici per il mal di testa può causare mal di testa. Si chiama MOH (Medication Overuse Headache) e colpisce chi usa analgesici per più di 10-15 giorni al mese per almeno 3 mesi.
Il meccanismo è un circolo vizioso: il farmaco allevia il dolore temporaneamente, ma il cervello si “abitua” e abbassa la soglia del dolore. Quando l'effetto finisce, il mal di testa torna più forte, spingendo ad assumere un'altra dose. L'unica soluzione è la disintossicazione, che va fatta sotto controllo medico.
La regola: se prendi antidolorifici per il mal di testa più di 2-3 volte a settimana, consulta il medico. Potrebbe essere il momento di una terapia preventiva.
Quando andare dal medico
Il mal di testa occasionale si gestisce da soli. Ma ci sono situazioni in cui è necessario un consulto medico:
- Mal di testa molto forte e improvviso (“il peggiore della mia vita”): può indicare un'emergenza.
- Mal di testa che peggiora progressivamente nel tempo.
- Mal di testa accompagnato da febbre alta, rigidità del collo, confusione o deficit neurologici.
- Attacchi frequenti (più di 4-5 al mese).
- Necessità di prendere antidolorifici più di 2-3 volte a settimana.
- Mal di testa che non risponde ai farmaci da banco.
- Primo mal di testa dopo i 50 anni.
Non sottovalutare i segnali. Per evitare gli errori più comuni nell'uso degli antidolorifici, consulta la guida sugli errori più frequenti con i farmaci.
Rimedi non farmacologici
Non sempre serve un farmaco. Per la cefalea tensiva, spesso funzionano bene anche:
- Riposo in una stanza buia e silenziosa (soprattutto per l'emicrania).
- Impacchi freddi sulla fronte o sulla nuca.
- Idratazione: la disidratazione è una causa sottovalutata di mal di testa.
- Gestione dello stress: tecniche di rilassamento, respirazione profonda, attività fisica regolare.
- Correzione della postura: soprattutto per chi lavora al computer.
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Conclusione
Il mal di testa è quasi sempre gestibile, ma la chiave è scegliere il farmaco giusto per il tipo giusto di cefalea, rispettare i dosaggi e non abusare degli antidolorifici. Se gli attacchi sono frequenti o intensi, non insistere con l'automedicazione: il medico ha strumenti molto più efficaci per aiutarti. E ricorda: un armadietto ordinato con farmaci validi è il miglior alleato quando il dolore bussa alla porta.