Diabete tipo 2: farmaci, dalla metformina alle glifozine
Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute, consulta un professionista sanitario.
Il diabete di tipo 2 colpisce circa 4 milioni di italiani, e si stima che altrettanti lo abbiano senza saperlo. È una malattia cronica, progressiva, ma ampiamente gestibile. La diagnosi non significa necessariamente iniezioni di insulina: per molti pazienti, soprattutto nelle fasi iniziali, la terapia è orale. Questa guida spiega come funzionano i farmaci per il diabete di tipo 2, quando si inizia la terapia e come gestirla nella vita quotidiana.
Cos'è il diabete di tipo 2
Nel diabete di tipo 2 il problema non è (inizialmente) la mancanza di insulina, ma la resistenza all'insulina: le cellule rispondono meno bene all'insulina prodotta dal pancreas, che deve produrne sempre di più per mantenere la glicemia nella norma. Nel tempo, il pancreas si esaurisce e la produzione di insulina diminuisce.
Valori di riferimento della glicemia:
- Normale a digiuno: < 100 mg/dL
- Prediabete: 100-125 mg/dL
- Diabete: ≥ 126 mg/dL in due misurazioni, o ≥ 200 mg/dL con sintomi
- HbA1c (emoglobina glicata): diagnostica se ≥ 6,5%
Prima di tutto: dieta, attività fisica, calo ponderale
Nelle fasi iniziali o nel prediabete, le modifiche dello stile di vita possono normalizzare la glicemia senza farmaci. Gli studi dimostrano che un calo di peso del 5-10% nei soggetti sovrappeso riduce drasticamente la resistenza insulinica. L'attività fisica (150 minuti/settimana di aerobica moderata) migliora la sensibilità all'insulina in modo indipendente dal peso.
Quando lo stile di vita non basta a raggiungere i target glicemici (HbA1c < 7% nella maggior parte dei pazienti), si inizia la terapia farmacologica.
Farmaci di prima linea: la metformina
La metformina è da decenni il farmaco di prima scelta per il diabete di tipo 2. Agisce principalmente riducendo la produzione epatica di glucosio e migliorando la sensibilità insulinica periferica. I suoi vantaggi:
- Efficacia consolidata su glicemia e HbA1c
- Nessun rischio di ipoglicemia se usata da sola
- Possibile lieve calo ponderale
- Benefici cardiovascolari dimostrati
- Costo molto basso (farmaco generico)
Gli effetti collaterali più comuni sono gastrointestinali (nausea, diarrea, dolori addominali), soprattutto all'inizio. Si riducono iniziando con dosi basse e aumentando gradualmente, e assumendola durante o dopo i pasti. Va sospesa prima di esami con mezzo di contrasto e in caso di intervento chirurgico.
È controindicata in caso di grave insufficienza renale (eGFR < 30 mL/min).
Le nuove classi di farmaci
Inibitori SGLT-2 (glifozine)
Empagliflozin, dapagliflozin, canagliflozin: eliminano il glucosio attraverso le urine bloccando il suo riassorbimento renale. Vantaggi rivoluzionari rispetto alla sola riduzione glicemica:
- Riduzione del rischio cardiovascolare: dimostrata in grandi studi (EMPA-REG, DECLARE).
- Protezione renale: rallentano la progressione della nefropatia diabetica.
- Riduzione dello scompenso cardiaco: efficaci anche in pazienti non diabetici con scompenso.
- Calo ponderale modesto
Effetti collaterali: aumentato rischio di infezioni genitali fungine (da Candida), raramente chetoacidosi euglicemica (attenzione in caso di digiuno o intervento chirurgico).
Agonisti GLP-1
Semaglutide, liraglutide, dulaglutide, exenatide: mimano l'azione del GLP-1, un ormone intestinale che stimola la secrezione insulinica in risposta al cibo, rallenta lo svuotamento gastrico e riduce l'appetito.
- Importante calo ponderale: il semaglutide in dosi alte (“Ozempic”, “Wegovy”) è oggi il farmaco più efficace per la perdita di peso.
- Riduzione del rischio cardiovascolare
- Nessun rischio di ipoglicemia se usati da soli
Effetti collaterali: nausea, vomito, diarrea (soprattutto inizialmente). Si somministrano per iniezione sottocutanea (settimanale per semaglutide e dulaglutide).
Inibitori DPP-4 (gliptine)
Sitagliptin, saxagliptin, alogliptin, vildagliptin: potenziano l'effetto del GLP-1 endogeno inibendo l'enzima che lo degrada. Meno potenti degli agonisti GLP-1 ma ben tollerati e disponibili in forma orale. Nessun rischio di ipoglicemia, nessun effetto sul peso.
Sulfoniluree
Glibenclamide, glipizide, gliclazide, glimepiride: stimolano il pancreas a produrre più insulina. Efficaci ma con limitazioni: causano ipoglicemia (specialmente nelle ore del digiuno) e aumento di peso. Oggi usate meno come prima scelta, spesso in combinazione.
Insulina nel diabete di tipo 2
Il diabete di tipo 2 progredisce nel tempo e molti pazienti, dopo anni di malattia, hanno bisogno di insulina. Non è un segno di fallimento o peggioramento: è la progressione naturale della malattia. L'insulina è il farmaco più efficace per abbassare la glicemia e, usata correttamente, garantisce un'ottima qualità di vita.
Rischio di ipoglicemia: quando prestare attenzione
L'ipoglicemia (glicemia < 70 mg/dL) è un effetto collaterale serio dei farmaci che stimolano la secrezione insulinica (sulfoniluree, insulina). I sintomi includono tremore, sudorazione, tachicardia, confusione, fame intensa. In caso di ipoglicemia: zuccheri rapidi (succo di frutta, zucchero, glucosio), attendere 15 minuti e ricontrollare.
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Il diabete di tipo 2 è una malattia cronica che richiede molteplici farmaci spesso presi in momenti diversi della giornata. La gestione attenta è fondamentale: leggi la guida su come organizzare i farmaci degli anziani se stai aiutando un familiare. Con FarmaStock tieni tutto il tuo armadietto farmaceutico in ordine, con date di scadenza e tracciamento delle confezioni aperte.
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Conclusione
Il diabete di tipo 2 si gestisce oggi con un arsenale terapeutico molto ricco: dalla metformina alle glifozine agli agonisti GLP-1, i farmaci moderni non solo abbassano la glicemia ma proteggono cuore e reni. La scelta del farmaco giusto dipende dal profilo del paziente — comorbosità, peso, funzione renale, rischio cardiovascolare — ed è sempre individualizzata. Parla con il tuo diabetologo per costruire una terapia su misura.