Differenza tra farmaco, integratore e parafarmaco

Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute, consulta un professionista sanitario.

Farmaco, integratore, parafarmaco. Tre parole che sentiamo ogni giorno, spesso usate come sinonimi. Ma non lo sono. La differenza è sostanziale e conoscerla ti aiuta a fare scelte più consapevoli per la tua salute e il tuo portafoglio.

In questa guida chiariamo una volta per tutte cosa distingue un farmaco da un integratore e da un parafarmaco, come riconoscerli, quando servono davvero e come gestirli correttamente in casa.

Cos'è un farmaco

Un farmaco è un prodotto contenente uno o più principi attivi con proprietà terapeutiche dimostrate. Per essere messo in commercio, deve superare un rigoroso processo di sperimentazione clinica e ottenere l'Autorizzazione all'Immissione in Commercio (AIC) dall'AIFA o dall'EMA (Agenzia Europea per i Medicinali).

Il percorso di approvazione di un farmaco include studi preclinici (in laboratorio), studi clinici su volontari (Fase I, II e III) e un monitoraggio post-commercializzazione (Fase IV). Un processo che richiede anni e milioni di euro, ma che garantisce efficacia e sicurezza dimostrate.

I farmaci si dividono in due grandi categorie:

  • Farmaci con ricetta (SOP e RR). Richiedono la prescrizione del medico. Antibiotici, antipertensivi, antidiabetici e la maggior parte dei farmaci “importanti” rientrano qui.
  • Farmaci senza ricetta (OTC e SOP). Puoi comprarli liberamente in farmacia. Paracetamolo, ibuprofene, alcuni antistaminici. Sono farmaci a tutti gli effetti, con effetti collaterali e controindicazioni.

Come riconoscere un farmaco? Per una guida dettagliata leggi cosa significano i simboli sulla confezione. Sulla confezione trovi il codice AIC (un numero di 9 cifre) e il bollino adesivo del Ministero della Salute.

Cos'è un integratore alimentare

Un integratore alimentare è un prodotto destinato a integrare la dieta, non a curare malattie. Contiene nutrienti (vitamine, minerali, aminoacidi, acidi grassi) o altre sostanze con effetto nutritivo o fisiologico, in forma concentrata (capsule, compresse, bustine, gocce).

A differenza dei farmaci, gli integratori non devono dimostrare efficacia terapeutica. Non passano attraverso studi clinici rigorosi. Devono solo essere sicuri e rispettare le norme sugli ingredienti consentiti. La procedura di immissione in commercio è una semplice notifica al Ministero della Salute.

Esempi comuni di integratori:

  • Vitamina D, vitamina C, complessi vitaminici
  • Magnesio, ferro, calcio
  • Probiotici (fermenti lattici)
  • Omega-3
  • Melatonina per il sonno
  • Integratori sportivi (proteine, creatina, BCAA)

Come riconoscere un integratore? Sulla confezione trovi la dicitura “Integratore alimentare” e un codice di notifica del Ministero della Salute, ma non il codice AIC dei farmaci.

Cos'è un parafarmaco

Il termine “parafarmaco” è usato comunemente ma non ha una definizione normativa precisa. In generale, si riferisce a prodotti venduti in farmacia che non sono né farmaci né integratori:

  • Dispositivi medici. Cerotti, termometri, test di gravidanza, collari cervicali, soluzioni fisiologiche.
  • Cosmetici. Creme idratanti, solari, prodotti per l'igiene orale, shampoo medicati.
  • Prodotti per medicazione. Garze, bende, disinfettanti classificati come presidi medico-chirurgici.

I parafarmaci non curano malattie e non hanno effetto terapeutico dimostrato. Possono essere venduti anche fuori dalla farmacia (nei corner salute dei supermercati, nelle parafarmacie, online).

Le differenze chiave a confronto

Per semplificare, ecco le differenze fondamentali tra le tre categorie:

  • Farmaco: principio attivo con effetto terapeutico dimostrato. Richiede AIC. Può avere effetti collaterali significativi. Vendita esclusiva in farmacia.
  • Integratore: nutrienti o sostanze fisiologiche. Notifica al Ministero. Non cura malattie, integra la dieta. Vendita anche online e in parafarmacia.
  • Parafarmaco: prodotti per la salute senza effetto terapeutico. Normativa variabile. Vendita libera.

La distinzione più importante? Solo un farmaco può curare una malattia. Un integratore può supportare il benessere generale, ma se hai un'infezione batterica, la vitamina C non sostituisce un antibiotico.

Errori comuni e falsi miti

La confusione tra farmaci e integratori genera comportamenti rischiosi. Ecco i più frequenti:

  • “L'integratore è naturale, quindi non fa male.” Falso. Anche le sostanze naturali possono avere effetti collaterali e interazioni con i farmaci. L'iperico, per esempio, riduce l'effetto della pillola anticoncezionale.
  • “Posso sostituire il farmaco con un integratore.” Pericoloso. Se il medico ti ha prescritto un farmaco, è perché hai bisogno di un trattamento specifico. L'integratore non ha la stessa azione.
  • “Gli integratori non hanno scadenza.” Sbagliato. Anche gli integratori scadono e vanno conservati correttamente.
  • “Se lo vendono in farmacia, è un farmaco.” No. In farmacia si vendono anche integratori, cosmetici, prodotti per l'igiene e dispositivi medici. Il canale di vendita non determina la natura del prodotto.

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Conclusione

Conoscere la differenza tra farmaco, integratore e parafarmaco non è una questione accademica: è una competenza pratica che ti aiuta a comprare consapevolmente, a non sprecare soldi in prodotti inutili e a non sostituire un trattamento medico con un integratore che non può fare lo stesso lavoro.

Leggi le etichette, ascolta il tuo medico e tieni tutto organizzato. Il tuo armadietto te ne sarà grato.