Farmaci che compromettono la guida: quali sono e cosa dice la legge

Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute, consulta un professionista sanitario.

Prendi un antistaminico per l'allergia e ti metti alla guida. Sembra innocuo, eppure quel farmaco potrebbe ridurre i tuoi riflessi quanto un bicchiere di vino. I farmaci che compromettono la guida sono più numerosi di quanto si pensi, e le conseguenze — sanitarie e legali — possono essere serie.

In questa guida vediamo quali categorie di farmaci influenzano la capacità di guida, come riconoscerli sulla confezione e cosa dice la legge italiana.

Perché alcuni farmaci compromettono la guida

La guida richiede attenzione, riflessi pronti, coordinazione e buona percezione visiva. Alcuni farmaci interferiscono con una o più di queste capacità perché agiscono sul sistema nervoso centrale. Gli effetti più comuni sono sonnolenza, rallentamento dei riflessi, visione offuscata, capogiri e ridotta capacità di concentrazione. In molti casi questi effetti non vengono percepiti chiaramente da chi li assume, rendendo il rischio ancora più insidioso.

Quali farmaci influenzano la guida

Ecco le principali categorie a rischio:

Ansiolitici e sedativi (benzodiazepine)

Farmaci come diazepam (Valium), alprazolam (Xanax), lorazepam (Tavor) e bromazepam (Lexotan) sono tra i più pericolosi alla guida. Causano sonnolenza, rallentamento dei riflessi e ridotta coordinazione. L'effetto può durare molte ore, soprattutto per le benzodiazepine a lunga durata d'azione. Anche la dose serale può lasciare effetti residui al mattino successivo.

Antistaminici

Gli antistaminici di prima generazione (difenidramina, clorfenamina, prometazina) causano sonnolenza marcata e sono presenti in molti prodotti da banco per allergia, raffreddore e insonnia. Quelli di seconda generazione (cetirizina, loratadina, desloratadina) sono meno sedativi, ma in alcune persone possono comunque causare stanchezza, soprattutto a dosi elevate.

Antidolorifici oppioidi

Codeina, tramadolo, ossicodone e morfina causano sonnolenza, confusione e rallentamento dei riflessi. La codeina è presente anche in alcuni farmaci da banco per la tosse e in combinazione con il paracetamolo, quindi attenzione a prodotti che sembrano “innocui”.

Antidepressivi

Soprattutto i triciclici (amitriptilina, clomipramina) e la mirtazapina possono causare sonnolenza significativa. Anche alcuni SSRI (paroxetina, fluoxetina) possono provocare stanchezza nelle prime settimane di terapia. L'effetto tende a diminuire con il tempo, ma nelle fasi iniziali la prudenza è d'obbligo.

Miorilassanti

Farmaci come ciclobenzaprina (Flexiban) e tiocolchicoside (Muscoril) possono causare sonnolenza, vertigini e riduzione dell'attenzione.

Antiepilettici

Carbamazepina, gabapentin, pregabalin e altri antiepilettici possono causare sonnolenza, capogiri e visione offuscata. Sono farmaci usati anche per il dolore neuropatico, quindi il loro uso è più diffuso di quanto si pensi.

Colliri midriatici

I colliri che dilatano la pupilla (usati nelle visite oculistiche) causano visione offuscata per diverse ore. Non guidare dopo una visita oculistica con dilatazione.

Il triangolo rosso sulla confezione

In molti Paesi europei, i farmaci che possono compromettere la guida riportano un triangolo rosso (o un pittogramma con un'auto) sulla confezione. In Italia, l'avvertenza è presente nel foglietto illustrativo nella sezione “Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari”. È una sezione spesso ignorata, ma fondamentale.

Per imparare a leggere correttamente tutte le sezioni del foglietto, consulta la guida su come leggere il foglietto illustrativo. Per capire il significato di tutti i simboli presenti sulla confezione, leggi l'articolo sui simboli delle confezioni dei farmaci.

Cosa dice la legge italiana

Il Codice della Strada (art. 187) vieta la guida in stato di alterazione psicofisica dovuta all'assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope. Ma la questione è più sfumata per i farmaci prescritti. In linea di principio:

  • Guidare sotto l'effetto di farmaci che alterano la capacità di guida può configurare il reato di guida in stato di alterazione, con sanzioni che vanno dalla multa alla sospensione della patente.
  • In caso di incidente, l'assunzione di farmaci sedativi può essere considerata una circostanza aggravante, anche se il farmaco era stato regolarmente prescritto.
  • L'assicurazione potrebbe rifiutare il risarcimento se dimostra che il conducente era sotto l'effetto di farmaci che notoriamente compromettono la guida.

La responsabilità è del conducente. Il fatto che un farmaco sia prescritto dal medico non esonera dal dovere di valutare se si è in condizione di guidare.

Come controllare i tuoi farmaci

Prima di metterti alla guida, segui queste regole:

  • Leggi il foglietto illustrativo di ogni farmaco che stai assumendo, cercando la sezione sugli effetti sulla guida.
  • Chiedi al medico o al farmacista se il farmaco prescritto può influire sulla guida e per quanto tempo dall'assunzione.
  • Fai attenzione alle combinazioni: un farmaco singolo potrebbe non essere un problema, ma la combinazione di due farmaci sedativi (es. antistaminico + ansiolitico) moltiplica il rischio.
  • Osserva come reagisci: nei primi giorni di una nuova terapia, evita di guidare finché non hai capito come il farmaco ti influenza.
  • Non combinare con alcol: l'alcol amplifica enormemente gli effetti sedativi dei farmaci.

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Conclusione

Guidare è un'attività che richiede lucidità e riflessi, e molti farmaci di uso comune possono comprometterli senza che ce ne rendiamo conto. La soluzione non è smettere di curarsi, ma essere informati: leggere il foglietto illustrativo, parlare con il medico e, nei giorni in cui il farmaco ti rende meno vigile, scegliere un'alternativa alla guida. La prudenza non è mai troppa quando si è al volante.