Farmaci generici ed equivalenti: cosa cambia davvero

Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute, consulta un professionista sanitario.

“Dottore, ma il generico funziona come quello di marca?” È una delle domande più frequenti in farmacia. E la risposta è sì, ma con qualche sfumatura che vale la pena capire.

In questa guida spieghiamo cosa sono i farmaci generici (o equivalenti), perché costano meno, se sono davvero uguali agli originali e quando ha senso preferirli.

Cosa sono i farmaci generici

Un farmaco generico (la definizione ufficiale è “farmaco equivalente”) è un medicinale che contiene lo stesso principio attivo, nella stessa dose e nella stessa forma farmaceutica (compresse, capsule, sciroppo) del farmaco originale di marca (detto “originator” o “brand”).

Viene messo in commercio dopo la scadenza del brevetto del farmaco originale (di solito 20 anni dalla scoperta). A quel punto, qualsiasi azienda farmaceutica può produrre lo stesso principio attivo senza dover ripetere tutti gli studi clinici da zero.

Perché costano meno

Il motivo è semplice: il produttore del generico non deve sostenere i costi della ricerca. Sviluppare un farmaco nuovo richiede 10-15 anni e centinaia di milioni di euro tra ricerca, studi preclinici e clinici. Il prezzo alto del farmaco di marca serve (anche) a ripagare quell'investimento.

Il generico parte da un principio attivo già noto e deve solo dimostrare la bioequivalenza: cioè che viene assorbito dall'organismo nello stesso modo e nella stessa misura dell'originale. Questo richiede studi molto più rapidi ed economici.

Risultato: un generico costa in media il 20-50% in meno rispetto all'originale. Non perché è “peggiore”, ma perché il suo produttore ha avuto costi di sviluppo inferiori.

Sono davvero uguali all'originale?

Sì e no. Vediamo le sfumature:

  • Il principio attivo è identico. Stessa molecola, stessa dose, stesso meccanismo d'azione. Su questo non c'è discussione.
  • Gli eccipienti possono variare. Gli eccipienti sono le sostanze “di contorno” (amido, lattosio, coloranti, aromi). Il generico può usare eccipienti diversi dall'originale. Per la stragrande maggioranza delle persone questo non cambia nulla, ma chi ha allergie o intolleranze specifiche deve controllare.
  • La bioequivalenza ha un margine. L'AIFA accetta una variabilità di assorbimento del ±20% rispetto all'originale. Sembra tanto? In realtà è lo stesso margine che si applica tra un lotto e l'altro dello stesso farmaco di marca.

In sintesi: per la grande maggioranza dei farmaci e dei pazienti, il generico è clinicamente equivalenteall'originale.

Quando preferire il generico

  • Per farmaci di uso comune. Paracetamolo, ibuprofene, omeprazolo, simvastatina: i generici sono ampiamente testati e usati da milioni di persone.
  • Per terapie croniche. Se prendi un farmaco ogni giorno per mesi o anni, il risparmio del generico diventa significativo. Scopri altri modi per risparmiare sui farmaci.
  • Quando il medico o il farmacista lo consiglia. Il farmacista è obbligato per legge a proporti il generico se disponibile. Per sapere quale tipo di ricetta serve, consulta la nostra guida.

Quando fare attenzione

In alcuni casi specifici, il passaggio dall'originale al generico (o viceversa) richiede più cautela:

  • Farmaci a finestra terapeutica stretta. Antiepilettici, anticoagulanti (warfarin), farmaci per la tiroide (levotiroxina). Piccole variazioni di assorbimento possono avere un impatto clinico. In questi casi, è consigliabile non cambiare produttore frequentemente.
  • Intolleranze agli eccipienti. Se sei intollerante al lattosio o a specifici coloranti, verifica la composizione del generico.
  • Effetto placebo/nocebo. Alcune persone percepiscono una differenza di efficacia legata alla fiducia nel brand. È un effetto psicologico reale ma non farmacologico.

Come riconoscere un farmaco generico

Riconoscerlo è facile:

  • Sulla confezione trovi il nome del principio attivo seguito dal nome dell'azienda produttrice (es. “Ibuprofene Mylan”, “Paracetamolo EG”).
  • Il farmaco originale usa invece il nome commerciale (es. “Moment”, “Tachipirina”).
  • Il prezzo è sempre inferiore a quello dell'originale.

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Conclusione

I farmaci generici sono sicuri, efficaci e convenienti. Non sono farmaci “di serie B”: sono la stessa molecola a un prezzo più basso. Fidati della scienza, ascolta il tuo medico e, quando possibile, risparmia senza rinunciare alla qualità. Il tuo portafoglio (e il sistema sanitario) ti ringrazierà.