Paracetamolo o ibuprofene per la febbre del bambino: dosi, tempi e quando chiamare il medico
Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute, consulta un professionista sanitario.
Il bambino ha 38,5° di febbre alle 23. In casa hai Tachipirina e Nurofen. Quale dei due dare? A quale dose? Ogni quanto? E soprattutto: è davvero necessario abbassarla subito? La febbre nei bambini è uno dei motivi più frequenti di ansia per i genitori, e spesso anche di uso scorretto dei farmaci. Questa guida risponde alle domande pratiche che ogni genitore si pone.
Cosa è la febbre e perché non va sempre combattuta
La febbre non è una malattia: è una risposta immunitaria del corpo all'infezione. Temperatura >37,5°C (ascellare) o >38°C (rettale) è considerata febbre. Questa risposta è utile: un ambiente più caldo rende più difficile la replicazione di batteri e virus e potenzia l'attività del sistema immunitario.
Quindi l'obiettivo della terapia antipiretica non è normalizzare la temperatura a tutti i costi, ma ridurre il malessere del bambino. Un bambino che gioca e è reattivo con 38,5° non necessita necessariamente di un antipiretico. Uno che è molto sofferente, non mangia e non beve con 38° può beneficiare del farmaco.
Paracetamolo vs ibuprofene: le differenze pratiche
Entrambi sono efficaci antipiretici e analgesici per i bambini, con profili di sicurezza diversi:
Paracetamolo (Tachipirina, Efferalgan, Panadol)
- Età: da 0 mesi (neonati con peso adeguato, sotto controllo medico), sicuro a tutte le età
- Meccanismo: analgesico e antipiretico. Non ha effetto antinfiammatorio significativo.
- Dose: 10-15 mg/kg ogni 4-6 ore, massimo 4 dosi/die
- Vantaggi: sicuro sullo stomaco, adatto a neonati, disponibile in molte formulazioni (sciroppo, supposta, bustine)
- Rischio principale: tossicità epatica in caso di sovradosaggio. Non superare la dose massima giornaliera.
Ibuprofene (Nurofen Bambini, Moment Bambini, Arfen)
- Età: dai 3 mesi / 5 kg di peso corporeo in poi
- Meccanismo: FANS — analgesico, antipiretico e antinfiammatorio
- Dose: 5-10 mg/kg ogni 6-8 ore, massimo 3 dosi/die
- Vantaggi: efficacia antinfiammatoria (utile in otiti, faringiti, dolori); azione più duratura del paracetamolo (6-8 ore vs 4-6 ore)
- Svantaggi: controindicato in neonati <3 mesi, bambini disidratati (rischio renale), con varicella (associazione con fascite necrotizzante), patologie renali o gastrointestinali.
Come spiegato nella guida su ibuprofene e paracetamolo nei bambini, la scelta dipende dall'età, dalla situazione clinica e dal tipo di disturbo.
Come calcolare la dose giusta
Il peso è il parametro da usare, non l'età. Un bambino di 3 anni può pesare tra 13 e 18 kg: la dose corretta può variare del 40%.
Esempio pratico per un bambino di 15 kg:
- Paracetamolo: 10-15 mg/kg × 15 kg = 150-225 mg a dose. Una bustina da 250 mg di Tachipirina va bene (non va oltre il massimo).
- Ibuprofene: 7,5 mg/kg × 15 kg = 112 mg a dose. Con sciroppo al 2% (20 mg/ml): 5,6 ml.
Usa sempre il misurino o la siringa dosatrice forniti con il farmaco. Non usare cucchiai da cucina: i cucchiai da tè variano da 3 a 7 ml. Un errore di dose del doppio è pericoloso.
Alternanza paracetamolo-ibuprofene: sì o no?
L'alternanza dei due farmaci (ad esempio: paracetamolo alle 8, ibuprofene alle 14, paracetamolo alle 20) è una pratica molto comune tra i genitori, ma le linee guida sono caute:
- Alcune evidenze mostrano una migliore efficacia rispetto alla monoterapia nel ridurre febbre e disagio
- Il rischio è di perdere il conto e somministrare dosi eccessive di uno dei due farmaci
- Le principali società pediatriche (AAP, Società Italiana di Pediatria) raccomandano cautela: se il bambino risponde bene a uno dei due, non è necessario alternare
Se decidi di alternare, tieni un foglio o usa un'app per registrare orario e farmaco somministrato. L'importante è rispettare sempre l'intervallo minimo di ogni singolo farmaco.
Le supposte: quando usarle
Le supposte di paracetamolo sono utili quando il bambino vomita e non riesce a mantenere il farmaco orale. L'assorbimento è più lento e variabile rispetto alla via orale, quindi sono meno affidabili come prima scelta. Preferisci sempre la via orale se possibile.
Quando la febbre richiede il medico
Per una guida completa sui segnali di allarme, leggi la sezione dedicata nella guida su febbre nei bambini: quando preoccuparsi. In sintesi, chiama il medico o vai al pronto soccorso se:
- Bambini <3 mesi con qualsiasi temperatura >38°C
- Febbre >40°C non responsiva agli antipiretici
- Febbre persistente oltre 3-4 giorni senza causa identificata
- Convulsioni febbrili (contrazione muscolare involontaria dovuta alla febbre)
- Bambino con sonnolenza eccessiva, difficoltà a svegliarsi, rash petecchiale (puntini rossi che non sbiancano premendo), rigidità del collo
- Febbre in bambino con malattia cronica o immunodeficienza
Errori frequenti da evitare
- Dosare per età invece che per peso: le etichette riportano la dose per età come approssimazione, ma il peso è sempre più preciso.
- Aspirina nei bambini: mai usare l'aspirina in bambini e adolescenti con febbre da infezione virale: rischio di sindrome di Reye, una complicanza grave. Come spiegato nella guida su perché l'aspirina è vietata nei bambini, questa controindicazione è assoluta.
- Ibuprofene con varicella: evita l'ibuprofene durante la varicella: aumenta il rischio di complicanze batteriche cutanee gravi. Usa solo paracetamolo.
- Abuso degli antipiretici: abbassare la febbre ogni volta che sale è controproducente. Tratta il bambino non il termometro.
- Soluzioni fisiche eccessive: bagni freddi o impacchi con alcol non sono raccomandati: causano brividi (che alzano la temperatura) e, nel caso dell'alcol, possono causare intossicazione per assorbimento cutaneo.
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Conclusione
Paracetamolo e ibuprofene sono entrambi strumenti sicuri ed efficaci per gestire la febbre nei bambini, ma non sono intercambiabili in tutte le situazioni. La dose corretta va calcolata sul peso, non sull'età. Il farmaco va dato per ridurre il malessere del bambino, non per normalizzare la temperatura. E in caso di dubbio — soprattutto con bambini piccoli o sintomi preoccupanti — il pediatra è sempre la scelta giusta.