Febbre nei bambini: quando preoccuparsi, farmaci e segnali di allarme

Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute, consulta un professionista sanitario.

La febbre nel bambino è una delle cause più frequenti di preoccupazione dei genitori e di accesso al pronto soccorso pediatrico. Eppure la maggior parte delle volte la febbre è un meccanismo di difesa fisiologico, non un nemico da abbattere a tutti i costi. Sapere quando preoccuparsi e quando no può evitare molti accessi inutili — e riconoscere i casi in cui invece bisogna agire subito.

Cos'è la febbre e quando si misura davvero

Si definisce febbre una temperatura corporea superiore a 38°C (rettale) o 37,5°C (ascellare). La via rettale è il gold standard nei bambini piccoli (sotto i 3 anni), quella ascellare è più pratica ma meno precisa.

  • Termometro timpanico (auricolare): rapido ma meno affidabile nei lattanti con canale uditivo piccolo.
  • Termometro frontale: comodissimo, ma può sottostimare la temperatura. Utile per screening, non per diagnosi.
  • Termometro rettale: il più preciso sotto i 3 anni; essenziale nei neonati (sotto i 3 mesi).

La febbre di per sé non è pericolosa (non “brucia il cervello”, come spesso si teme): stimola il sistema immunitario e inibisce la replicazione virale e batterica. La convulsione febbrile, pur spaventosa, è raramente pericolosa nella gran parte dei bambini sani.

Febbre nei neonati: regole diverse

Per i bambini sotto i 3 mesi le regole cambiano radicalmente:

  • Neonato sotto i 28 giorni con temperatura ≥ 38°C: vai subito al pronto soccorso. Il sistema immunitario è immaturo e un'infezione può essere grave.
  • Lattante 1-3 mesi con febbre ≥ 38°C: contatta il pediatra urgentemente. Potrebbe essere necessario un controllo in ospedale.

Anche per le medicine da dare ai bambini, è fondamentale seguire le dosi per peso e mai somministrare farmaci non approvati per la fascia d'età.

Farmaci per abbassare la febbre nei bambini

L'obiettivo del trattamento antipirettico non è portare la temperatura a 36°C, ma ridurre il malessere del bambino. Se il bambino ha 38,5°C ma sta bene, gioca e beve regolarmente, non è necessariamente urgente somministrare il farmaco.

Paracetamolo (Tachipirina)

Prima scelta per la febbre nei bambini di qualsiasi età (anche neonati, con la dose adeguata). Sicuro e ben tollerato.

  • Dose: 10-15 mg/kg ogni 4-6 ore (non più di 5 dosi nelle 24 ore)
  • Formulazioni pediatriche: sciroppo (120 mg/5 ml o 250 mg/5 ml), supposte (125, 250, 500 mg)
  • Azione in 30-60 minuti, dura 4-6 ore

Ibuprofene

Più efficace del paracetamolo per alcune febbri elevate (specialmente quelle virali). Ha anche azione anti-infiammatoria. Non si usa prima dei 3 mesi di età e in bambini con meno di 5 kg.

  • Dose: 5-10 mg/kg ogni 6-8 ore (non più di 4 dosi nelle 24 ore)
  • Formulazioni: sciroppo (100 mg/5 ml o 200 mg/5 ml), supposte
  • Dura più a lungo del paracetamolo (6-8 ore)
  • Attenzione: ridurre la dose in bambini disidratati (rischio renale)

Alternanza paracetamolo-ibuprofene

La pratica comune di alternare i due farmaci (es. paracetamolo alle 8:00, ibuprofene alle 12:00) può essere utile nelle febbri molto elevate che non rispondono a un solo farmaco, ma non deve diventare la regola. Rischio di confusione sui dosaggi e sull'orario. Consulta sempre il pediatra se sei incerto.

Aspirina: vietata nei bambini

L'aspirina è controindicata nei bambini e adolescenti con infezioni virali (rischio di sindrome di Reye, una malattia epatica e neurologica grave). Non darla mai senza prescrizione esplicita del medico.

Come somministrare il farmaco correttamente

Per approfondire le tecniche di somministrazione ai bambini, leggi la guida su come dare le medicine ai bambini.

  • Usa sempre il dosatore fornito con il farmaco (siringa o cucchiaino dosatore), non un cucchiaio da cucina
  • Calcola la dose sul peso attuale del bambino, non sull'età
  • Nota l'ora di ogni somministrazione per non superare le dosi massime giornaliere

Segnali di allarme: quando andare al pronto soccorso

Questi segnali richiedono valutazione medica urgente, indipendentemente dalla temperatura:

  • Eruzione cutanea petecchiale (macchie rosso-viola puntiformi che non scompaiono premendo): possibile meningite meningococcica — emergenza
  • Rigidità del collo (non riesce a portare il mento al petto): possibile meningite
  • Difficoltà respiratoria: respiro affannoso, rientramenti tra le costole, colorazione bluastra delle labbra
  • Torpore estremo (non si sveglia o non risponde ai normali stimoli)
  • Convulsione febbrile prolungata (dura più di 5 minuti o si ripete nello stesso episodio febbrile)
  • Febbre in bambino immunodepresso (terapia corticosteroidea, chemioterapia, malattia cronica)
  • Febbre persistente oltre 5 giorni senza miglioramento
  • Bambino che non beve (rischio disidratazione nei lattanti) o urina assente da molte ore

Convulsioni febbrili: cosa fare

Le convulsioni febbrili sono frequenti (2-5% dei bambini tra 6 mesi e 5 anni) e nella maggior parte dei casi benigne. In caso di convulsione:

  • Non mettere nulla in bocca al bambino (vecchia pratica, pericolosa)
  • Metti il bambino su un fianco per evitare il soffocamento in caso di vomito
  • Nota l'ora di inizio: se dura più di 5 minuti chiama il 118
  • Dopo la convulsione il bambino sembrerà confuso e assonnato (“fase post-ictale”): è normale
  • Porta sempre il bambino in valutazione medica dopo il primo episodio

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Conclusione

La febbre nei bambini fa paura, ma nella maggior parte dei casi è un processo normale e utile. Il paracetamolo e l'ibuprofene, usati alle dosi corrette per peso, sono sicuri ed efficaci. La vera priorità è riconoscere i segnali di allarme che richiedono attenzione immediata. Quando in dubbio, il pediatra è sempre la risorsa migliore.

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