Febbre: quando andare al pronto soccorso (adulti e bambini)
Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute, consulta un professionista sanitario.
La febbre fa paura, specialmente quando è alta o non cede ai farmaci. Ma non ogni febbre richiede il pronto soccorso: la maggior parte si gestisce a casa con antipiretici, riposo e idratazione. In questa guida vediamo le soglie d'allarme per adulti e bambini, i segni associati che non vanno mai ignorati e cosa fare in attesa dei soccorsi.
Cos'è la febbre e perché non è sempre pericolosa
La febbre è una risposta fisiologica dell'organismo alle infezioni: l'aumento della temperatura corporea rallenta la replicazione di molti agenti patogeni e stimola il sistema immunitario. In questo senso, la febbre è un alleato, non un nemico.
La temperatura normale varia tra 36,2 e 37,2°C. Si parla di:
- Febbricola: 37,3–37,9°C
- Febbre moderata: 38–38,9°C
- Febbre alta: 39–39,9°C
- Febbre molto alta (iperpiressia): 40°C e oltre
La temperatura da sola non è sempre il parametro più importante: conta molto di più come sta il paziente—i sintomi associati, la durata, l'età e le condizioni di base.
Quando andare al pronto soccorso: adulti
Per un adulto sano, la febbre va gestita a casa nella maggior parte dei casi. Vai al pronto soccorso se:
- Temperatura sopra 39,5–40°C persistente che non scende nonostante gli antipiretici (paracetamolo o ibuprofene a dosi corrette) o che continua da più di 3–4 giorni
- Rigidità nucale (collo rigido, difficoltà a flettere il mento verso il petto con febbre alta): è un segnale d'allarme per meningite, da trattare come emergenza
- Eruzione purpurica (macchie rossastre o violacee che non scompaiono premendo un bicchiere di vetro trasparente sulla pelle): possibile sepsi meningococcica, emergenza assoluta
- Difficoltà respiratoria o dolore toracico: possibile polmonite, miocardite o embolia
- Confusione mentale, disorientamento, sonnolenza eccessiva: segnale di coinvolgimento del sistema nervoso centrale
- Dolore addominale intenso associato a febbre: possibile appendicite, peritonite o altra emergenza addominale
- Immunodepressione (HIV, chemioterapia, trapianto, cortisonici a lungo termine): qualsiasi febbre deve essere valutata subito perché il sistema immunitario non riesce a contenere l'infezione
- Fever at return: febbre comparsa dopo un viaggio in paesi tropicali (rischio malaria, dengue, altri agenti esotici)
- Anziani sopra i 65 anni con febbre alta e segni di malessere generale: la risposta febbrile negli anziani è attenuata, quindi anche una febbre moderata può indicare un'infezione grave
Per sapere come gestire la febbre a casa negli adulti, leggi febbre negli adulti: quando abbassarla e come.
Quando andare al pronto soccorso: bambini
Per i bambini le soglie di allarme sono diverse e più basse, perché la situazione può peggiorare rapidamente.
Neonati sotto i 3 mesi
Qualsiasi temperatura superiore a 38°C in un neonato sotto i 3 mesi di vita è un'emergenza. Vai al pronto soccorso immediatamente, senza attendere. Il sistema immunitario del neonato non è ancora maturo e anche infezioni inizialmente banali possono progredire rapidamente verso sepsi o meningite. Non somministrare antipiretici prima di andare: i medici devono valutare la temperatura reale del bambino.
Lattanti da 3 a 6 mesi
Vai al pronto soccorso se la temperatura supera 39°C o se il bambino appare particolarmente sofferente (pianto inconsolabile, difficoltà a svegliarsi, rifiuto completo del cibo, pallore o colorito grigiastro).
Bambini da 6 mesi a 5 anni
Vai al pronto soccorso se:
- La febbre supera 40°C e non risponde agli antipiretici
- La febbre dura da più di 3–5 giorni senza miglioramento
- Il bambino ha convulsioni febbrili (vedi sotto)
- Compaiono difficoltà respiratorie, rash, rigidità del collo
- Il bambino non riesce a bere e appare disidratato
- Il bambino è molto prostrato, difficile da svegliare, non interagisce
Per la gestione della febbre nei bambini, leggi febbre nei bambini: quando preoccuparsi.
Convulsioni febbrili: cosa fare
Le convulsioni febbrili si verificano nel 2–5% dei bambini tra 6 mesi e 5 anni in concomitanza con la febbre. Nella maggior parte dei casi sono benigne e si risolvono da sole in meno di 5 minuti, senza conseguenze neurologiche.
Cosa fare durante una convulsione febbrile:
- Mantieni la calma
- Metti il bambino su un fianco (posizione di sicurezza) su una superficie morbida
- Non mettere nulla in bocca (né dita, né cucchiai)
- Non tentare di bloccare i movimenti
- Guarda l'orologio: annota durata e tipo di movimenti
- Se dura meno di 5 minuti e si risolve spontaneamente: porta il bambino al PS dopo per valutazione
- Se dura più di 5 minuti o non si risolve: chiama il 118
L'eruzione purpurica: l'emergenza che non va mai ignorata
L'eruzione purpurica è un segnale d'allarme critico. Si presenta come piccole macchie rosse, rosate o violacee sulla pelle, che non scompaiono premendo (il “test del bicchiere”: si preme un bicchiere trasparente sulla macchia e se rimane visibile, è purpurica). Associata a febbre, può indicare sepsi meningococcica o porpora di Henoch-Schönlein.
In caso di eruzione purpurica con febbre: chiama il 118 immediatamente. Non aspettare e non andare da solo in auto al PS se le condizioni sono gravi.
Cosa fare in attesa del pronto soccorso
Mentre aspetti di raggiungere il PS o che arrivi il soccorso:
- Mantieni il paziente idratato (acqua, sali reidratanti)
- Puoi somministrare un antipiretico (paracetamolo o ibuprofene) se non ci sono controindicazioni, per ridurre il disagio
- Non somministrare aspirina ai bambini (rischio di sindrome di Reye)
- Tieni traccia delle temperature misurate, dei farmaci assunti (tipo, dose, ora) e dei sintomi comparsi
- In caso di convulsioni, perdita di coscienza o difficoltà respiratorie: chiama il 118 e non muovere il paziente
Per informazioni sull'uso di paracetamolo e ibuprofene nella febbre, leggi paracetamolo o ibuprofene: quale scegliere per la febbre.
Quando è sicuro gestire la febbre a casa
Un adulto sano con febbre fino a 39–39,5°C, in assenza di segni d'allarme, può gestirla a casa con:
- Riposo
- Abbondante idratazione
- Paracetamolo (500–1000 mg ogni 4–6 ore) o ibuprofene (400 mg ogni 6–8 ore)
- Monitoraggio dei sintomi
Se dopo 48–72 ore non c'è miglioramento o compaiono nuovi sintomi, è il momento di consultare il medico.
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Conclusione
La febbre non è sempre un'emergenza, ma alcuni segnali non vanno mai ignorati: rigidità del collo, eruzione purpurica, difficoltà respiratoria, confusione mentale, qualsiasi febbre in un neonato sotto i 3 mesi. Per tutti gli altri casi, antipiretici, riposo e idratazione sono la risposta giusta. La chiave è sapere riconoscere la differenza.