Carenza di ferro: sintomi, integratori e come assumerli correttamente

Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute, consulta un professionista sanitario.

La carenza di ferro è la carenza nutrizionale più diffusa al mondo: colpisce circa 2 miliardi di persone. In Italia, l'anemia sideropenica (da carenza di ferro) è particolarmente comune nelle donne in età fertile, nelle donne in gravidanza, nei bambini, negli anziani e negli atleti. Eppure viene spesso sottovalutata o trattata in modo scorretto.

Il ferro nel corpo: a cosa serve

Il ferro è componente essenziale dell'emoglobina (la proteina nei globuli rossi che trasporta l'ossigeno), della mioglobina (nei muscoli) e di numerosi enzimi coinvolti nel metabolismo energetico. Senza ferro sufficiente:

  • I globuli rossi diventano più piccoli e meno capaci di trasportare ossigeno
  • Tutti i tessuti ricevono meno ossigeno
  • Compaiono stanchezza, debolezza e difficoltà di concentrazione

Esistono due fasi della carenza di ferro:

  • Carenza di ferro senza anemia: le riserve di ferro (ferritina bassa) si esauriscono, ma l'emoglobina è ancora nella norma. I sintomi ci possono essere già in questa fase.
  • Anemia sideropenica: l'emoglobina scende sotto i livelli normali (sotto 12 g/dL nelle donne, 13 g/dL negli uomini).

Sintomi della carenza di ferro

  • Stanchezza e affaticamento sproporzionati allo sforzo
  • Pallore di pelle, mucose e interno delle palpebre
  • Fiato corto durante sforzi lievi
  • Tachicardia e palpitazioni
  • Capelli fragili e unghie che si rompono facilmente, con solchi trasversali (coilonichia: unghie a cucchiaio)
  • Lingua liscia e dolorante (glossite)
  • Restless legs syndrome (gambe senza riposo notturno): la carenza di ferro è una causa frequente
  • Pica: desiderio di mangiare sostanze non commestibili (ghiaccio, terra, amido) — segnale molto specifico di carenza grave
  • Difficoltà di concentrazione e memoria

Chi è a rischio

  • Donne in età fertile: le mestruazioni abbondanti causano perdite di ferro significative ogni mese
  • Donne in gravidanza: il fabbisogno di ferro aumenta enormemente per sostenere lo sviluppo del feto
  • Bambini e adolescenti in crescita rapida
  • Atleti di endurance: perdite attraverso la sudorazione e la “emolisi da impatto” (distruzione di globuli rossi per l'impatto del piede sul suolo nella corsa)
  • Vegani e vegetariani: il ferro vegetale (non-eme) si assorbe molto peggio di quello animale (eme)
  • Chi ha malattie intestinali (celiachia, IBD, acloridria): ridotto assorbimento
  • Chi dona sangue frequentemente
  • Anziani: ridotto assorbimento e spesso alimentazione carente

Come diagnosticare la carenza di ferro

Non basta guardare solo l'emoglobina. Un quadro completo include:

  • Ferritina: il marker più sensibile delle riserve di ferro. Valori <30 ng/mL indicano riserve scarse anche con emoglobina normale. La ferritina è anche un reattante di fase acuta (sale nelle infiammazioni), quindi un valore “normale” non esclude carenza in presenza di infiammazione.
  • Sideremia (ferro nel sangue) e transferrina (proteina che trasporta il ferro): utili per completare il quadro.
  • Emocromo completo: globuli rossi piccoli (MCV basso) e ipocromici (MCH basso) sono tipici dell'anemia sideropenica.

Integratori di ferro: come scegliere e come assumerli

La supplementazione di ferro è efficace ma richiede pazienza: ci vogliono 2-4 settimane per sentire un miglioramento e 3-6 mesi per ricostituire le riserve.

Forme di ferro disponibili

  • Solfato ferroso: la forma più economica e più studiata. Buona biodisponibilità. Può causare effetti gastrointestinali (nausea, stipsi, feci nere).
  • Gluconato ferroso: meglio tollerato dello solfato a parità di efficacia.
  • Fumarato ferroso: alta concentrazione di ferro elementare, buon assorbimento.
  • Ferro liposomale (pirrolidone carbossilato ferroso): molto ben tollerato, meno effetti gastrointestinali, usato anche in gravidanza. Tendenzialmente più costoso.
  • Ferro III (idrossido ferrico polimaltosiato): meno efficiente nell'assorbimento rispetto al ferro ferroso (II), ma meglio tollerato. È la forma più usata per i bambini (sciroppo).

Come massimizzare l'assorbimento

  • Prendi il ferro a stomaco vuoto (30-60 minuti prima dei pasti): l'assorbimento è superiore. Se causi nausea, puoi prenderlo con un po' di cibo.
  • Abbina il ferro alla vitamina C (succo d'arancia, integratore): aumenta l'assorbimento del ferro non-eme fino a 3 volte.
  • Evita di assumere ferro insieme a: latte e latticini (calcio), tè e caffè (tannini), antiacidi e inibitori di pompa protonica (riducono l'assorbimento), alcune classi di antibiotici (chinoloni, tetracicline: il ferro riduce il loro assorbimento).
  • Un giorno sì e uno no è spesso sufficiente: studi recenti mostrano che dosi alternate tendono ad assorbirsi meglio, perché ogni dose “satura” momentaneamente l'assorbimento.

Ferro endovenoso: quando serve

In alcuni casi il ferro orale non basta o non è tollerato. Il ferro endovenoso (in infusione ospedaliera) viene usato in caso di: anemia grave pre-operatoria, intolleranza grave al ferro orale, malassorbimento intestinale, insufficienza renale in dialisi.

Fonti alimentari di ferro

Il ferro alimentare esiste in due forme:

  • Ferro eme (origine animale): carne rossa, fegato, molluschi. Si assorbe per il 15-35%.
  • Ferro non-eme (origine vegetale): legumi, verdure a foglia verde scura, cereali integrali, frutta secca. Si assorbe per il 2-20%, a seconda dei fattori alimentari associati.

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Conclusione

La carenza di ferro è molto diffusa ma spesso non diagnosticata. Se hai stanchezza persistente, capelli che cadono, o altri sintomi descritti, chiedi al medico un emocromo completo con ferritina. Se ti viene confermata una carenza, gli integratori di ferro sono efficaci ma richiedono pazienza e una corretta assunzione. Non interrompere la terapia appena ti senti meglio: le riserve di ferro ci mettono mesi a ricostituirsi.