Ibuprofene vs Naproxene: quale FANS scegliere?
Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute, consulta un professionista sanitario.
Ibuprofene e naproxene sono entrambi FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei) e si trovano entrambi senza ricetta in farmacia. Spesso vengono usati come sinonimi, ma hanno differenze pratiche rilevanti che rendono uno più adatto dell'altro a seconda della situazione.
Meccanismo d'azione
Entrambi inibiscono gli enzimi COX-1 e COX-2, responsabili della sintesi delle prostaglandine (le molecole che causano dolore, infiammazione e febbre). Fin qui sono identici. Le differenze stanno nell'emivita, nella durata d'azione e nel profilo di rischio.
Durata d'azione: la differenza principale
- Ibuprofene: emivita breve (2–4 ore). L'effetto analgesico dura circa 4–6 ore. Va preso ogni 6–8 ore per mantenere un effetto costante.
- Naproxene: emivita lunga (12–17 ore). L'effetto dura circa 8–12 ore. Basta prenderlo 2 volte al giorno (o anche 1 sola volta per il naproxene sodico 550 mg).
Questo rende il naproxene più comodo per dolori che richiedono una copertura prolungata (dolori cronici, infiammazioni persistenti), mentre l'ibuprofene si presta meglio al “al bisogno” per dolori acuti.
Efficacia analgesica e antinfiammatoria
A dosi equivalenti, la potenza analgesica è simile. Il naproxene può avere un vantaggio nell'effetto antinfiammatorio sostenuto (artrite, tendinopatie, gotta acuta) proprio grazie alla durata d'azione più lunga. Per dolori acuti episodici (mal di testa, dolori mestruali, febbre) l'ibuprofene è altrettanto efficace.
Rischio cardiovascolare
È una differenza importante. Tutti i FANS aumentano leggermente il rischio cardiovascolare (infarto, ictus) con l'uso cronico, ma l'entità varia:
- Naproxene: sembra avere il profilo cardiovascolare più favorevole tra i FANS. L'American Heart Association indica il naproxene come FANS da preferire in pazienti con fattori di rischio cardiovascolare che necessitano di terapia antinfiammatoria.
- Ibuprofene: rischio cardiovascolare intermedio; basso per uso breve e occasionale.
- Diclofenac: tra i FANS tradizionali, ha il profilo cardiovascolare peggiore.
Rischio gastrico
Entrambi irritano la mucosa gastrica. Il naproxene tende ad avere un rischio gastrico leggermente più elevato rispetto all'ibuprofene a basse dosi, ma la differenza si attenua alle dosi terapeutiche medie. Entrambi andrebbero presi con del cibo e con un gastroprotettore se usati per più di qualche giorno.
Per approfondire, leggi la guida su ibuprofene e stomaco vuoto e quella su come proteggere lo stomaco con gli antidolorifici.
In gravidanza
Né ibuprofene né naproxene sono sicuri nel terzo trimestre (rischio di chiusura prematura del dotto arterioso). Nel primo e secondo trimestre vanno evitati salvo indicazione medica. In gravidanza il paracetamolo rimane l'antidolorifico di prima scelta.
Dosaggi standard da banco
- Ibuprofene: 200–400 mg ogni 6–8 ore (massimo 1.200 mg/die senza ricetta, 2.400 mg/die con ricetta)
- Naproxene sodico (Momendol, Aleve): 220–550 mg ogni 8–12 ore (massimo 660 mg/die senza ricetta, 1.250 mg/die con ricetta)
Quando scegliere uno o l'altro
- Mal di testa, dolori mestruali, febbre (uso al bisogno): ibuprofene o naproxene equivalenti; l'ibuprofene ha un esordio leggermente più rapido.
- Artrite, tendinopatie, gotta acuta (copertura prolungata): naproxene più comodo per la durata d'azione.
- Paziente con rischio cardiovascolare: naproxene preferibile se necessario usare un FANS.
- Bambini: l'ibuprofene è il FANS più studiato e approvato in età pediatrica. Il naproxene non è generalmente indicato sotto i 12 anni.
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Conclusione
Ibuprofene e naproxene sono entrambi efficaci per dolore e infiammazione. La scelta pratica spesso si riduce alla durata d'azione: ibuprofene per un effetto rapido al bisogno, naproxene per una copertura più lunga con meno dosi. In chi ha problemi cardiovascolari, il naproxene è la scelta più sicura tra i due.