Influenza intestinale (“gastroenterite virale”): cause, trattamento e quando andare al pronto soccorso
Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute, consulta un professionista sanitario.
“Ho l'influenza intestinale” è un termine che sentiamo spesso, ma tecnicamente non esiste: il virus influenzale non causa gastroenterite. Quella che comunemente chiamiamo “influenza intestinale” o “influenza stomacale” è in realtà una gastroenterite acuta virale, causata da virus completamente diversi dal virus dell'influenza. Il nome comune, però, è rimasto perché questi episodi di vomito e diarrea si verificano spesso negli stessi mesi invernali dell'influenza.
Cause: chi provoca la “gastroenterite virale”
I principali responsabili della gastroenterite acuta virale sono:
- Norovirus: il più comune negli adulti, responsabile di circa il 50% di tutti i casi di gastroenterite acuta nel mondo. Estremamente contagioso (bastano poche decine di particelle virali per infettarsi), trasmesso per via oro-fecale o da superfici contaminate. Tipicamente dura 24-72 ore.
- Rotavirus: la causa principale di gastroenterite grave nei bambini sotto i 5 anni. Nei paesi dove è disponibile il vaccino rotavirus (in Italia è raccomandato), l'incidenza è drasticamente diminuita.
- Adenovirus enterico: colpisce prevalentemente i bambini, causa episodi più prolungati (fino a 10-14 giorni).
- Astrovirus e sapovirus: meno comuni, quadro generalmente più lieve.
La trasmissione avviene principalmente per via oro-fecale (mani contaminate), attraverso alimenti o acqua contaminati, oppure per contatto ravvicinato con persone infette (specialmente il norovirus, che è resistente anche all'alcol gel comune).
Sintomi tipici
La gastroenterite virale si presenta tipicamente con:
- Nausea e vomito (spesso il sintomo dominante nelle prime ore)
- Diarrea acquosa, non sanguinolenta (3-10 scariche al giorno)
- Crampi addominali
- Febbre modesta (37,5-38,5°C), non sempre presente
- Brividi, stanchezza, dolori muscolari
- Cefalea
L'esordio è tipicamente brusco: si può stare benissimo la mattina e trovarsi con vomito violento nel pomeriggio. Il periodo di incubazione è breve: 12-48 ore per il norovirus, 1-3 giorni per il rotavirus.
La cura principale: la reidratazione
Non esiste un antivirale per la gastroenterite virale. La reidratazione è il cardine del trattamento, perché il rischio più serio è la disidratazione, soprattutto nei bambini, negli anziani e nelle persone fragili.
La reidratazione orale va fatta con soluzioni reidratanti orali (SRO), non con acqua e zucchero fatti in casa, e nemmeno con bibite gassate o succhi di frutta (che contengono troppo zucchero e aggravano la diarrea per effetto osmotico).
Come reidratarsi correttamente:
- Piccole quantità frequenti: se il vomito è presente, inizia con piccoli sorsi ogni 5-10 minuti (1-2 cucchiai). Non tentare di bere molto in una volta sola: peggiora il vomito.
- Dopo ogni scarica diarroica: bevi 200-400 mL di SRO (nei bambini, 10 mL/kg dopo ogni scarica).
- Continua a mangiare: il digiuno prolungato non accelera la guarigione. Una dieta leggera (riso, cracker, carote, banane, toast) è indicata non appena il vomito si riduce.
Farmaci utili (e quelli inutili)
Anti-nausea e anti-vomito
Il domperidone (Motilium) o la metoclopramide possono aiutare a ridurre il vomito e permettere la reidratazione. Nei bambini sotto i 12 anni la metoclopramide è controindicata per il rischio di effetti extrapiramidali; il domperidone è indicato solo sotto supervisione medica nei piccoli.
Antidiarroici
La loperamide (Imodium) riduce la frequenza delle scariche e può alleviare i sintomi negli adulti. È controindicata se c'è sangue nelle feci o febbre alta (potenziale infezione batterica invasiva). Nei bambini sotto i 12 anni non è raccomandata.
Il caolino-pectina e ildiosmectite (Dioralyte, Smecta) adsorbono i liquidi nelle feci e i tossici intestinali, riducendo la diarrea senza bloccare la motilità. Sono più sicuri della loperamide anche nei bambini.
Antibiotici: non servono
Gli antibiotici non hanno nessun effetto sui virus: non accelerano la guarigione dalla gastroenterite virale. Prenderli inutilmente espone ai loro effetti collaterali (tra cui, paradossalmente, la diarrea da antibiotico) e contribuisce all'antibiotico-resistenza.
Fermenti lattici (probiotici)
Alcuni ceppi probiotici (in particolare Lactobacillus rhamnosus GG e Saccharomyces boulardii) possono ridurre la durata della diarrea di 1-2 giorni, soprattutto nei bambini. Il beneficio è modesto ma sicuro.
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Segnali d'allarme: quando andare in pronto soccorso
La gastroenterite virale guarisce da sola in 1-3 giorni nella maggior parte dei casi. Ma ci sono situazioni che richiedono una valutazione medica urgente:
- Segni di grave disidratazione: bocca secca, occhi infossati, assenza di lacrime nel bambino, urine scure o assenti da più di 8 ore, tachicardia, sensazione di svenimento alzandosi in piedi
- Sangue nelle feci: orienta verso un'infezione batterica (salmonella, campylobacter, E. coli enteropatogena) che richiede trattamento specifico
- Febbre > 39°C persistente o che sale dopo le prime 24-48 ore
- Vomito che non permette nessuna assunzione di liquidida più di 8-12 ore (bambini) o 24 ore (adulti)
- Bambini piccoli sotto 1 anno: qualsiasi gastroenterite in neonati e lattanti richiede valutazione medica rapida per il rischio di disidratazione grave
- Sintomi che si prolungano oltre 7 giorni
Come evitare il contagio (e di contagiare gli altri)
Il norovirus è resistente all'alcol gel (che non uccide i virus non rivestiti). Le misure più efficaci sono:
- Lavaggio delle mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi
- Non condividere asciugamani, posate, bicchieri durante la malattia
- Pulire le superfici contaminate con candeggina diluita (1:10 o 1:50 a seconda della superficie)
- Restare a casa per almeno 48 ore dopo la fine dei sintomi (soprattutto prima di andare in ambienti collettivi come scuole, mense, ospedali)
- Non preparare cibo per altri durante la malattia
Conclusione
La gastroenterite virale (“influenza intestinale”) è fastidiosa ma quasi sempre benigna e si risolve da sola in 1-3 giorni. La priorità assoluta è reidratarsi correttamente. Gli antibiotici non servono. Con riposo, soluzioni reidratanti e qualche accorgimento alimentare, la grande maggioranza delle persone guarisce senza complicazioni.