Intossicazione alimentare: cosa fare, farmaci e quando andare al pronto soccorso
Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute, consulta un professionista sanitario.
Nausea improvvisa, crampi addominali, vomito e diarrea dopo un pasto: potrebbe essere un'intossicazione alimentare. Capire cosa fare nelle prime ore è fondamentale per recuperare più in fretta ed evitare complicazioni, soprattutto la disidratazione.
Intossicazione o tossinfezione alimentare?
I due termini sono spesso usati come sinonimi ma sono tecnicamente diversi:
- Intossicazione alimentare: causata da tossine già presenti nel cibo (prodotte da batteri prima del consumo). I sintomi compaiono rapidamente, anche entro 1-6 ore dall'ingestione. Esempio classico: Staphylococcus aureus nella maionese o nei prodotti con crema rimasti a temperatura ambiente.
- Tossinfezione alimentare: i batteri vivi vengono ingeriti e si moltiplicano nell'intestino. I sintomi compaiono dopo 8-72 ore. Esempi: Salmonella, Campylobacter, Listeria.
In entrambi i casi il trattamento immediato è simile: reidratazione e gestione dei sintomi.
Sintomi e loro timing
- Entro 1-6 ore: S. aureus (maionese, crema, uova), Bacillus cereus (riso cotto lasciato raffreddare). Nausea intensa e vomito predominanti.
- 8-24 ore: Clostridium perfringens (carni cotte lasciate raffreddare). Crampi addominali e diarrea abbondante, raramente vomito.
- 24-72 ore: Salmonella, Campylobacter. Diarrea (anche con sangue nel caso del Campylobacter), febbre, crampi, nausea.
- Settimane (rarissimo): Listeria nelle persone immunodepresse, anziani, donne in gravidanza — in questi casi è un'emergenza medica.
La priorità assoluta: reidratazione
Vomito e diarrea fanno perdere acqua e sali minerali rapidamente. La disidratazione è la principale complicazione dell'intossicazione alimentare, specialmente nei bambini, anziani e fragili.
Come reidratarti correttamente:
- Soluzioni reidratanti orali (SRO, come Reidral, Pedialyte): contengono la combinazione ottimale di sali e glucosio che massimizza l'assorbimento intestinale. Sono più efficaci dell'acqua semplice o delle bibite zuccherate.
- Bevi a piccoli sorsi frequenti, soprattutto se il vomito è presente: grandi quantità di liquidi in una volta sola peggiorano il vomito.
- Evita succhi di frutta, bibite gassate con tanto zucchero (aggravano la diarrea per effetto osmotico) e caffeina.
Farmaci per la gestione sintomatica
Antiemetici (contro la nausea e il vomito)
- Domperidone (Motilium): procinetco, riduce la nausea e il vomito migliorando la motilità gastrica. Da banco, disponibile senza ricetta.
- Metoclopramide (Plasil): più potente, richiede ricetta. Usare per brevi periodi (rischio effetti extrapiramidali).
- Antistaminici sedativi (dimenidrinato, Xamamina): utili per la nausea ma causano sonnolenza.
Per la nausea e il vomito in generale, consulta la guida specifica per scegliere il farmaco più adatto alla situazione.
Antidiarroici
- Loperamide (Imodium): riduce la frequenza delle scariche rallentando la peristalsi. Attenzione: non usare se hai febbre alta o diarrea con sangue— in questi casi bloccare la diarrea può trattenere il batterio nell'intestino e peggiorare la situazione.
- Diosmettite/racecadotrile (Tiorfast): alternativa più sicura, riduce la secrezione intestinale senza bloccare la peristalsi.
Per la gestione completa della diarrea, leggi la guida dedicata.
Fermenti lattici
Saccharomyces boulardii e i lactobacilli aiutano a ripristinare la flora intestinale e riducono la durata della diarrea. Possono essere assunti fin dall'inizio del disturbo.
Antidolorifici per i crampi
I crampi addominali sono spasmi muscolari della parete intestinale. Gli antispastici (butilscopolamina/Buscopan) sono più efficaci dei normali antidolorifici per questo tipo di dolore.
Dieta durante e dopo l'intossicazione
La vecchia regola “niente da mangiare” per 24 ore è stata revisionata. Le linee guida attuali suggeriscono:
- Se puoi tollerare il cibo, mangia: aiuta il recupero della mucosa intestinale.
- Preferisci cibi facilmente digeribili: riso bianco in bianco, pane tostato, banane, patate lesse.
- Evita cibi grassi, piccanti, latticini e fibre in eccesso finché i sintomi non si sono attenuati.
- Riprendi gradualmente la dieta normale nelle 24-48 ore successive.
Antibiotici nell'intossicazione alimentare: quando servono?
La maggior parte delle tossinfezioni alimentari guarisce da sola in 1-3 giorni senza antibiotici. Gli antibiotici sono indicati in casi specifici:
- Febbre alta persistente (oltre 38,5°C per più di 2 giorni)
- Diarrea con sangue
- Paziente immunodepresso, anziano fragile, donna in gravidanza
- Sospetta listeriosi (malattia severa)
Non prendere antibiotici autonomamente: la scelta dipende dall'agente causale. Ricorda il messaggio sull'antibiotico: si prende solo quando serve.
Quando andare al pronto soccorso
- Segnali di disidratazione grave: urine assenti o molto scure da 8+ ore, secchezza della bocca, tachicardia, capogiri, confusione mentale
- Sangue nelle feci (più di una piccola traccia)
- Febbre oltre 39°C
- Vomito così intenso da non riuscire a trattenere neanche i liquidi
- Dolore addominale severo e localizzato
- Sintomi neurologici (visione doppia, difficoltà a deglutire, debolezza muscolare): possibile botulismo
- Bambini piccoli, anziani, immunodepressi: soglia di allerta più bassa
Prevenzione: le 5 regole d'oro dell'OMS
- Mantieni la pulizia: lava le mani prima e dopo aver maneggiato cibo
- Separa alimenti crudi da quelli cotti
- Cucina completamente: porta a temperature superiori a 70°C
- Mantieni gli alimenti a temperature sicure: sotto 5°C o sopra 60°C
- Usa acqua e ingredienti sicuri
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Conclusione
Nella maggior parte dei casi l'intossicazione alimentare si risolve con riposo, reidratazione e qualche farmaco sintomatico. La chiave è non sottovalutare la disidratazione e riconoscere i segnali che richiedono attenzione medica urgente. Se sei in dubbio, è sempre meglio fare una chiamata al medico o al pronto soccorso.