Mal di schiena: quali farmaci prendere e quando

Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute, consulta un professionista sanitario.

Il mal di schiena è la prima causa di disabilità al mondo e il motivo più frequente di accesso al pronto soccorso in molti paesi europei. In Italia, si stima che l'80% delle persone lo abbia vissuto almeno una volta nella vita. Eppure, nonostante la sua frequenza, viene spesso trattato in modo sbagliato: troppi farmaci quando non servono, oppure farmaci sbagliati, oppure riposo a letto quando invece bisogna muoversi.

In questa guida vediamo quali farmaci funzionano, quando usarli e cosa evitare.

Non tutto il mal di schiena è uguale

La prima distinzione fondamentale è tra:

  • Lombalgia acuta aspecifica: il classico “colpo della strega”, dolore improvviso dopo uno sforzo o un movimento sbagliato, senza causa strutturale identificabile. Rappresenta oltre il 90% dei casi. Guarisce nel 90% dei casi entro 6 settimane, spesso in pochi giorni.
  • Lombalgia cronica: dolore che dura più di 12 settimane. Richiede una valutazione medica più approfondita.
  • Dolore con causa specifica: ernia del disco, stenosi spinale, frattura vertebrale, infezione, tumore (raro). Richiedono trattamento specifico.
  • Sciatalgia: dolore che irradia lungo il nervo sciatico, dalla schiena verso il gluteo e la gamba. Spesso causata da ernia discale.

I “segnali di allarme” che richiedono una valutazione medica urgente (“red flags”): dolore notturno che peggiora a riposo, febbre associata, perdita di forza agli arti inferiori, problemi sfinterici, storia di tumori o traumi recenti.

Farmaci per il mal di schiena acuto

FANS: la prima scelta

I farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) sono i più raccomandati per il mal di schiena acuto dalle linee guida internazionali. Ibuprofene, naprossene e diclofenac riducono sia il dolore che l'infiammazione.

Vanno presi per cicli brevi (5-7 giorni) e sempre con cibo per proteggere lo stomaco. Chi ha problemi gastrici o ha più di 65 anni dovrebbe valutare l'aggiunta di un gastroprotettore come il pantoprazolo. Come spiegato nella guida su ibuprofene e stomaco vuoto, mai assumerli a digiuno.

Paracetamolo: meno efficace di quanto si pensi

Il paracetamolo è spesso consigliato come alternativa ai FANS, ma per il mal di schiena le evidenze sono deludenti. Una revisione sistematica del Lancet (2014) ha dimostrato che il paracetamolo non è superiore al placebo nella lombalgia acuta. Può essere usato se i FANS sono controindicati, ma non è la prima scelta.

Miorilassanti

Quando il dolore è accompagnato da forte contrattura muscolare, i miorilassanti (tiocolchicoside, ciclobenzaprina) possono aiutare in cicli brevi. Causano sonnolenza, quindi attenzione a guidare o usare macchinari. Non devono essere usati per più di 1-2 settimane.

Cortisone orale

Il cortisone per via orale è a volte usato per le esacerbazioni acute gravi o per la sciatalgia con forte componente infiammatoria. L'uso va limitato nel tempo (cicli di 5-10 giorni) e sempre sotto prescrizione medica.

Oppioidi: riservati ai casi gravi

I farmaci oppioidi (tramadolo, codeina) vengono raramente usati per il mal di schiena acuto comune. Possono essere necessari in caso di dolore severo non controllato da altri farmaci, ma hanno effetti collaterali importanti (nausea, stipsi, dipendenza) e andrebbero riservati a situazioni specifiche sotto stretto controllo medico.

Farmaci per il mal di schiena cronico

La lombalgia cronica è una condizione più complessa in cui i farmaci da soli sono spesso insufficienti. Le linee guida raccomandano un approccio multimodale:

  • Antidepressivi triciclici (amitriptilina) a basse dosi: hanno una componente analgesica indipendente dall'effetto antidepressivo. Utili nel dolore cronico.
  • Duloxetina: antidepressivo SNRI con provata efficacia nel dolore cronico da lombalgia.
  • FANS: utili per le fasi di riacutizzazione, non per l'uso continuo a lungo termine (rischio gastrointestinale e cardiovascolare).

Cosa NON fare (errori comuni)

  • Restare a letto: il riposo prolungato (più di 1-2 giorni) rallenta la guarigione. Muoversi, nei limiti del dolore, accelera il recupero.
  • Fare subito una risonanza magnetica: nelle prime settimane di lombalgia acuta aspecifica, la RM non cambia il trattamento e spesso trova “anomalie” normali per l'età che spaventano inutilmente.
  • Usare antibiotici: il mal di schiena comune non ha cause batteriche. Come spiegato nella guida su quando serve l'antibiotico, usarlo senza indicazione è inutile e dannoso.
  • Continuare i FANS per settimane: cicli brevi (5-7 giorni), non terapie croniche.

Cosa funziona davvero (non farmacologico)

Le evidenze più solide per la lombalgia indicano che le terapie non farmacologiche sono spesso più efficaci dei farmaci:

  • Esercizio fisico: è il trattamento più raccomandato per la lombalgia cronica. Non importa tanto il tipo (pilates, yoga, nuoto, rinforzo muscolare): l'importante è muoversi.
  • Fisioterapia: utile per imparare esercizi specifici e per le tecniche manuali nel dolore acuto.
  • Calore locale: una borsa d'acqua calda o una fascetta riscaldante può ridurre il dolore nel breve termine quanto un FANS.
  • Terapia cognitivo-comportamentale: nelle forme croniche, il componente psicologico (catastrofizzazione, paura del movimento) è spesso importante quanto quello fisico.

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Conclusione

Per il mal di schiena acuto, i FANS per cicli brevi e il mantenimento dell'attività fisica sono le strategie più efficaci. Per la forma cronica, l'esercizio fisico regolare e un approccio multimodale sono fondamentali. Evita il riposo prolungato, non farti spaventare da un referto di risonanza, e parla col medico se i sintomi non migliorano o se compaiono segnali di allarme.