Otite esterna (orecchio del nuotatore): cause, sintomi e farmaci
Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute, consulta un professionista sanitario.
“Mi fa male l'orecchio dopo la piscina, ma non ho l'influenza né la febbre.” “Ho un prurito fastidioso nel condotto uditivo che non passa.” Questi sono i sintomi tipici dell'otite esterna, chiamata anche “orecchio del nuotatore”, una delle cause più comuni di dolore auricolare in estate.
A differenza dell'otite media (l'infezione “dentro” all'orecchio, quella dei bambini con febbre), l'otite esterna colpisce il condotto uditivo esterno — il canale che va dal padiglione al timpano. Può essere molto dolorosa, ma nella maggior parte dei casi si risolve con le gocce giuste senza bisogno di antibiotici sistemici.
Cos'è l'otite esterna e perché colpisce i nuotatori
Il condotto uditivo esterno è rivestito da una sottile pellicola protettiva di cerume e da uno strato cutaneo leggermente acido (pH 6-6,5) che inibisce la crescita batterica e fungina. Quando l'acqua entra nell'orecchio e vi rimane intrappolata, succede una serie di cose:
- Il pH si alza (diventa più alcalino), favorendo la crescita di batteri.
- La cute si macera (come quando la pelle delle mani rimane a lungo in acqua), perdendo la sua funzione di barriera.
- Il cerume viene diluito e perde le sue proprietà antibatteriche.
Il risultato è un ambiente ideale per la proliferazione di batteri (soprattutto Pseudomonas aeruginosa e Staphylococcus aureus) o, meno frequentemente, di funghi (Aspergillus, Candida).
Non sono solo i nuotatori ad ammalarsi: anche chi usa le cuffie in-ear per ore, chi pulisce le orecchie con i cotton fioc (che rimuovono il cerume protettivo e possono microlesionare la cute) e chi vive in climi caldi e umidi è più a rischio.
Sintomi: come distinguere l'otite esterna dall'otite media
La distinzione è importante perché i trattamenti sono diversi. L'otite esterna ha caratteristiche molto specifiche:
- Dolore auricolare che peggiora quando si tira il padiglione dell'orecchio verso l'alto o si preme sul trago (il “bottone” davanti al condotto). Questo è il segno più caratteristico.
- Prurito nel condotto uditivo, spesso il primo sintomo.
- Sensazione di orecchio pieno o ovattato.
- Secrezione (otorrea) che può essere acquosa, giallastra o, nelle forme gravi, purulenta.
- Gonfiore del condotto nelle forme acute, che può ridurre l'udito.
- Assenza di febbre alta nella maggior parte dei casi (la febbre è più tipica dell'otite media).
Nell'otite media, invece, il dolore non peggiora tirando il padiglione, spesso c'è febbre, e il timpano può essere perforato con fuoriuscita di pus. Se sei incerto sulla diagnosi, è meglio vedere un medico prima di iniziare qualsiasi trattamento.
Per approfondire cosa fare in caso di dolore all'orecchio in generale, consulta la guida su mal d'orecchio: cause e cosa fare.
Farmaci per l'otite esterna: le gocce auricolari
Il trattamento di prima scelta per l'otite esterna non complicata è costituito dalle gocce auricolari topiche, che agiscono direttamente nel sito dell'infezione con concentrazioni molto superiori a quelle ottenibili con un antibiotico orale.
Gocce antibiotiche
Le formulazioni più usate contengono:
- Ciprofloxacina (da sola o con desametasone): copre bene Pseudomonas e stafilococchi. È la scelta preferita per le forme batteriche tipiche da acqua di piscina.
- Neomicina + polimixina B (spesso abbinati a un cortisonico): efficaci contro la maggior parte dei batteri gram-negativi. Attenzione: la neomicina può causare sensibilizzazione cutanea con uso prolungato.
- Acido acetico (1-2%): non è un antibiotico in senso stretto, ma il pH acido inibisce la crescita batterica e fungina. Utile nelle forme lievi e come prevenzione nei nuotatori abituali.
Gocce con cortisonico
L'aggiunta di un cortisonico (desametasone, idrocortisone) alle gocce antibiotiche riduce rapidamente il gonfiore e il dolore. Nelle forme con infiammazione intensa è quasi sempre utile.
Gocce antifungine
Se la causa è fungina (otite esterna micotica), le gocce antibiotiche non servono. Si usano gocce a base di clotrimazoloo econazolo. L'otomicosi si riconosce spesso per la presenza di filamenti bianchi o neri nel condotto, prurito intenso e secrezione caratteristica.
Come si instillano le gocce auricolari correttamente
La tecnica è importante quanto il farmaco:
- Scalda il flacone tenendolo in mano per 1-2 minuti (le gocce fredde possono causare vertigini).
- Sdraiati sul fianco con l'orecchio malato rivolto verso l'alto.
- Tira delicatamente il padiglione verso l'alto e indietro per raddrizzare il condotto.
- Instilla il numero di gocce prescritto e rimani sdraiato per 2-3 minuti per far scendere il farmaco nel condotto.
- Se il condotto è molto gonfio, può servire untamponetto (wick) che il medico inserisce per facilitare la penetrazione del farmaco.
Antibiotici orali: quando servono (e quando no)
Nella maggior parte dei casi, gli antibiotici per bocca non sono necessari per l'otite esterna. Servono solo in questi casi:
- Otite esterna grave con cellulite che si estende oltre il condotto (gonfiore del padiglione, del volto).
- Paziente immunocompromesso (diabete, chemioterapia, HIV): rischio di otite esterna maligna (necrotizzante), una forma grave causata quasi sempre da Pseudomonas che richiede antibiotici endovenosi e, a volte, chirurgia.
- Fallimento della terapia locale dopo 5-7 giorni.
La scelta impropria di un antibiotico sistemico quando non serve è uno dei problemi più comuni nella gestione dell'otite esterna e contribuisce alla resistenza batterica.
Analgesici per il dolore
Il dolore dell'otite esterna può essere intenso, soprattutto nelle prime 24-48 ore. In attesa che le gocce facciano effetto:
- Ibuprofene (400-600 mg ogni 6-8 ore negli adulti): è preferibile al paracetamolo perché ha anche effetto antinfiammatorio, che aiuta a ridurre il gonfiore del condotto.
- Paracetamolo: alternativa per chi non può prendere FANS (gravidanza, ulcera, insufficienza renale).
- Evita di introdurre cotton fioc o altre oggetti nell'orecchio per “grattare”: peggiori l'infiammazione e rischi di microlesioni.
Prevenzione: cosa fare prima e dopo il nuoto
Se sei un nuotatore abituale o sai di essere predisposto all'otite esterna, queste misure riducono drasticamente il rischio:
- Dopo il nuoto: inclina la testa da ogni lato e agita delicatamente il padiglione per fare uscire l'acqua. Puoi usare un asciugacapelli a bassa temperatura e a distanza di sicurezza.
- Tappi auricolari (moldex, tappi in silicone su misura): riducono la quantità di acqua che entra nel condotto.
- Gocce acidificanti preventive: una soluzione di acido acetico al 2% (o una miscela 1:1 di aceto bianco e alcol isopropilico al 70%) instillata dopo il nuoto ripristina il pH acido e asciuga il condotto. Molti nuotatori agonisti la usano di routine. Non usarla se c'è sospetto di perforazione timpanica.
- Evita i cotton fioc: non puliscono le orecchie, compattano il cerume e rimuovono il film protettivo.
- Asciuga bene la cute con un asciugamano dopo ogni doccia.
Quando andare dal medico
Consulta un medico senza aspettare se:
- Il dolore è molto intenso e non risponde agli analgesici.
- Compaiono febbre alta, gonfiore del viso o del collo.
- Noti una secrezione con sangue o un odore molto forte.
- I sintomi non migliorano dopo 3-4 giorni di gocce.
- Hai il diabete o sei immunocompromesso: il rischio di complicanze è molto più alto.
- Hai avuto in passato una perforazione del timpano o hai il dubbio che ci sia: alcune gocce (quelle con aminoglicosidi come la neomicina) sono ototossiche e non vanno usate se il timpano non è intatto.
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Conclusione
L'otite esterna è fastidiosa ma generalmente si risolve rapidamente con le gocce auricolari giuste. La chiave è non confonderla con l'otite media e non ricorrere ad antibiotici orali quando non servono. Se sei un nuotatore, poche semplici abitudini preventive possono evitarti estati di orecchie doloranti.