Pollinosi (febbre da fieno): sintomi, pollini stagionali e come trattarla
Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute, consulta un professionista sanitario.
Ogni primavera si ripete lo stesso copione per milioni di italiani: starnuti a raffica, naso che cola, occhi rossi e lacrimanti, prurito al palato. La pollinosi — comunemente chiamata “febbre da fieno” anche se la febbre c'è raramente — è l'allergia stagionale più diffusa in Europa, e colpisce circa il 20-25% della popolazione italiana. Ma non è uguale per tutti: pollini diversi, stagioni diverse, sintomi che variano da persona a persona. Questa guida spiega come gestirla al meglio, dai farmaci ai trucchi pratici.
Cos'è la pollinosi e come si sviluppa
La pollinosi è una reazione allergica IgE-mediataai pollini di piante. Il sistema immunitario riconosce erroneamente i pollini come sostanze pericolose e produce anticorpi IgE specifici. Nelle esposizioni successive, i pollini si legano alle IgE sui mastociti delle mucose nasali e oculari, scatenando il rilascio di istamina e altri mediatori dell'infiammazione: ecco perché il naso cola, gli occhi lacrimano e starnutiamo.
La prima esposizione ai pollini (sensibilizzazione) non dà sintomi: li dà solo la seconda e le successive. Questo spiega perché chi si trasferisce in una nuova regione può sviluppare l'allergia ai pollini locali anche dopo anni di esposizione.
I pollini principali in Italia e le loro stagioni
In Italia i periodi di pollinazione variano per latitudine e altitudine. Le principali famiglie allergeniche sono:
- Graminacee (erbe dei prati): il gruppo più allergenico. Pollinazione da aprile a luglio, con picco tra maggio e giugno. È l'allergia al “fieno” per antonomasia.
- Betulla: febbraio-aprile, soprattutto al Nord. Alta allergenicità; spesso si associa aallergia alimentare orale (mele, pere, ciliegie, nocciole — la cosiddetta “sindrome betulla-frutta” o sindrome allergica orale).
- Cipresso e cedro: dicembre-marzo, soprattutto in Toscana, Umbria, Liguria. Uno dei motivi per cui molti italiani si sentono peggio “fuori stagione”.
- Parietaria (muraiola): quasi tutto l'anno nelle regioni meridionali e costiere (marzo-ottobre). Allergenica e persistente.
- Ulivo: maggio-luglio, soprattutto al Centro-Sud.
- Ambrosia: agosto-settembre-ottobre. In rapida espansione al Nord Italia. Altamente allergenica.
Sintomi: non solo naso
La pollinosi colpisce principalmente le mucose a contatto con l'aria:
- Rinite allergica: starnuti (spesso a salve), naso che cola (rinorrea acquosa), naso chiuso, prurito al naso
- Congiuntivite allergica: occhi rossi, lacrimanti, che bruciano, con prurito intenso (fotofobia nei casi gravi)
- Prurito al palato, alle orecchie, alla gola:tipico della fase acuta, senza vera infiammazione
- Tosse secca: da iperreattività bronchiale o da gocciolamento post-nasale
- Asma bronchiale: nel 20-40% dei pazienti con rinite allergica grave non trattata. La “marcia atopica” è il progressivo coinvolgimento delle vie aeree inferiori.
- Stanchezza e disturbi del sonno: spesso sottovalutati, ma la rinite ostruttiva riduce significativamente la qualità del sonno e le performance diurne.
I farmaci per la pollinosi
Antistaminici: la prima linea
Gli antistaminici di seconda generazione (non sedativi) sono il trattamento di prima scelta per i sintomi nasali e oculari dell'allergia stagionale:
- Cetirizina, loratadina, desloratadina, fexofenadina, bilastina, rupatadina: si prendono una volta al giorno, hanno un effetto che dura 24 ore. La differenza principale è il profilo di sonnolenza (cetirizina è leggermente più sedante rispetto alle altre). Per i dettagli, leggi la guida su quando e come prendere gli antistaminici.
- Quando prenderli: si possono prendere al bisogno, ma funzionano meglio se assunti in modo regolaredurante tutta la stagione pollinica. L'effetto antiallergico migliora con l'uso continuativo.
Spray cortisonico nasale: il trattamento più efficace
Per la rinite allergica moderata-grave, lo spray nasale cortisonico (fluticasone, mometasone, beclometasone, budesonide) è il trattamento più efficace disponibile. Riduce naso chiuso, starnuti e gocciolamento nasale meglio degli antistaminici orali. Leggi la guida su come usare lo spray nasale cortisonico correttamente.
Come funziona: l'effetto antinfiammatorio si accumula dopo qualche giorno di uso regolare (3-7 giorni per il massimo effetto). Va iniziato prima della stagione pollinica o all'inizio dei sintomi, non quando si è già in piena riacutizzazione. È sicuro perché l'assorbimento sistemico è minimo.
Collirio antistaminico/decongestionante
Per la congiuntivite allergica: collirio a base di antistaminico (azelastina, ketotifene, olopatadina) o cromoglicato sodico (profilattico). Evitare l'uso prolungato di colliri vasocostrittori (naphazolina): danno sollievo rapido ma creano dipendenza.
Montelukast
L'antagonista dei leucotrieni (montelukast, Singulair) è utile soprattutto quando la pollinosi si associa ad asma. Meno efficace degli steroidi nasali per la rinite isolata, ma può essere aggiunto come terapia combinata.
L'immunoterapia: l'unica cura che modifica la malattia
Tutti i farmaci sopracitati controllano i sintomi ma non modificano il corso naturale dell'allergia. L'unica terapia che può ridurre la sensibilizzazionee prevenire la progressione verso l'asma è l'immunoterapia specifica (desensibilizzazione):
- Sottocutanea (SCIT): iniezioni settimanali (poi mensili) di estratto allergenico, somministrate in ambito specialistico. Ciclo di 3-5 anni.
- Sublinguale (SLIT): gocce o compresse che si sciolgono sotto la lingua, somministrabili a domicilio. Meno efficace della SCIT per alcuni allergeni (graminacee è l'eccezione: le compresse sublinguali hanno ottima evidenza), ma più comoda.
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Consigli pratici per ridurre l'esposizione
- Tenere le finestre chiuse nelle ore di picco pollinico (tipicamente la mattina presto e il tardo pomeriggio nelle giornate ventose e secche)
- Portare gli occhiali da sole all'aperto per ridurre il contatto dei pollini con la congiuntiva
- Fare la doccia e lavare i capelli alla sera, non al mattino: rimuovi i pollini accumulati durante il giorno
- Consultare il calendario pollinico regionale (disponibile sul sito della rete pollinometrica): ti aiuta a sapere quando il tuo allergene è in picco
- Evitare attività all'aperto nelle giornate di vento nelle ore di punta pollinica
- In auto, usare il ricircolo dell'aria condizionata con filtro antipollini
Conclusione
La pollinosi è cronica e ricorrente, ma gestibile con gli strumenti giusti. Lo spray cortisonico nasale + antistaminico orale è la combinazione più efficace per i sintomi. Chi vuole una soluzione a lungo termine dovrebbe parlare con il proprio allergologo dell'immunoterapia: è l'unica terapia che cambia il corso della malattia, non solo i sintomi.