Pressione alta: farmaci, stile di vita e quando serve il medico

Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute, consulta un professionista sanitario.

“Ho la pressione alta: mi metto sotto farmaci o aspetto?” “Quali farmaci si usano per l'ipertensione?” “Una volta iniziati, si prendono per sempre?” La pressione arteriosa alta (ipertensione) è la condizione cronica più diffusa in Italia — oltre 15 milioni di persone ne sono affetti — eppure c'è ancora molta confusione su quando e come trattarla.

Cos'è la pressione alta

La pressione arteriosa si misura in millimetri di mercurio (mmHg) con due valori: sistolica (massima) e diastolica (minima). I valori di riferimento secondo le linee guida europee:

  • Ottimale: < 120/80 mmHg
  • Normale: 120–129 / 80–84 mmHg
  • Normale-alta: 130–139 / 85–89 mmHg
  • Ipertensione grado 1: 140–159 / 90–99 mmHg
  • Ipertensione grado 2: 160–179 / 100–109 mmHg
  • Ipertensione grado 3: ≥ 180/110 mmHg

Una singola misurazione alta non basta per la diagnosi: serve confermare i valori in almeno 2–3 misurazioni in momenti diversi, o con una misurazione ambulatoriale delle 24 ore (Holter pressorio).

Prima dei farmaci: lo stile di vita

Nelle ipertensioni lievi e moderate, le modifiche dello stile di vita possono ridurre la pressione di 5–15 mmHg, a volte abbastanza da evitare i farmaci o ridurne le dosi:

  • Riduzione del sale: < 5–6 g al giorno (la maggior parte degli italiani ne consuma 10–12 g). Attenzione al sale “nascosto” in pane, salumi, formaggi, snack.
  • Attività fisica regolare: 30 minuti di camminata a passo sostenuto 5 giorni a settimana riduce la sistolica di 5–8 mmHg.
  • Peso corporeo: ogni 5 kg persi si abbassa la pressione di circa 4–5 mmHg.
  • Ridurre l'alcol: < 14 unità alcoliche/settimana negli uomini, < 8 nelle donne.
  • Smettere di fumare: non abbassa la pressione, ma riduce enormemente il rischio cardiovascolare complessivo.
  • Dieta DASH (ricca di frutta, verdura, latticini magri, cereali integrali): riduce la sistolica di 8–14 mmHg.

Le principali categorie di farmaci antipertensivi

Esistono cinque classi principali di farmaci per la pressione. Il medico sceglie in base a età, comorbiditi, effetti collaterali e profilo del paziente:

ACE-inibitori

Ramipril, enalapril, lisinopril, perindopril. Bloccano la formazione dell'angiotensina II, un ormone vasocostrittore. Protettivi per reni e cuore. Effetto collaterale tipico: tosse secca (nel 10–20% dei pazienti). Controindicati in gravidanza.

Sartani (ARB)

Losartan, valsartan, candesartan, olmesartan. Stesso meccanismo degli ACE-inibitori ma senza la tosse. Spesso prescritti come alternativa se l'ACE-inibitore causa tosse. Anch'essi controindicati in gravidanza.

Calcio-antagonisti

Amlodipina, nifedipina, felodipina (diidropiridinici) e verapamil, diltiazem (non-diidropiridinici). Rilassano la muscolatura dei vasi. Effetti collaterali: gonfiore alle caviglie, vampate di calore, cefalea (soprattutto all'inizio). Attenzione al pompelmo con i calcio-antagonisti: è una delle interazioni farmaco-alimento più pericolose.

Diuretici tiazidici

Idroclorotiazide, clortalidone, indapamide. Aumentano l'escrezione renale di sodio e acqua, riducendo il volume del sangue. Economici ed efficaci, spesso in combinazione. Effetti collaterali: ipopotassiemia, iperglicemia lieve, iperuricemia.

Beta-bloccanti

Bisoprololo, metoprololo, carvedilolo, nebivololo. Riducono la frequenza cardiaca e la gittata. Indicati soprattutto in pazienti con cardiopatia ischemica, insufficienza cardiaca o aritmie. Effetti collaterali: bradicardia, freddo alle estremità, stanchezza, disfunzione erettile.

Monoterapia o combinazione?

Le linee guida europee 2018 raccomandano di iniziare con la combinazione di due farmaci a basse dosi nella maggior parte dei pazienti (eccetto gli anziani fragili e l'ipertensione grado 1 a basso rischio). La combinazione è più efficace e con meno effetti collaterali rispetto all'aumento della dose di un singolo farmaco.

Si prendono per sempre?

L'ipertensione è una condizione cronica. I farmaci la controllano ma non la “guariscono”. Smettere i farmaci autonomamente fa risalire la pressione. Tuttavia, in alcuni pazienti che ottengono un calo di peso significativo e migliorano radicalmente lo stile di vita, il medico può valutare una riduzione o la sospensione in modo controllato.

Non interrompere mai i farmaci antipertensivi senza parlarne con il medico: è uno degli errori comuni nell'assunzione dei farmaci.

Crisi ipertensiva: quando è urgenza

Una pressione molto alta (es. 180/110) senza sintomi è diversa da un'emergenza ipertensiva con sintomi. Vai al pronto soccorso se la pressione alta è accompagnata da:

  • Forte mal di testa improvviso
  • Dolore al petto o difficoltà respiratorie
  • Disturbi visivi improvvisi
  • Difficoltà a parlare o a muovere un arto
  • Confusione mentale acuta

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Conclusione

La pressione alta non fa male da sola (spesso è asintomatica), ma danneggia in silenzio cuore, reni e arterie nel corso degli anni. Trattarla è un investimento sulla salute futura. I farmaci sono sicuri e ben tollerati nella maggior parte dei pazienti, e vanno affiancati sempre da cambiamenti dello stile di vita. La scelta del farmaco giusto spetta al medico: il paziente informato, però, collabora meglio alla terapia.