Farmaci per la pressione alta: guida alle classi antipertensive

Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute, consulta un professionista sanitario.

La pressione alta (ipertensione arteriosa) colpisce circa il 30% degli adulti italiani e è uno dei principali fattori di rischio per infarto, ictus e insufficienza renale. Eppure molti pazienti ipertesi non hanno la pressione sotto controllo, spesso per scarsa aderenza alla terapia o perché non capiscono bene come funzionano i farmaci che assumono.

In questa guida vediamo le principali classi di farmaci antipertensivi, come scegliere tra di loro, cosa aspettarsi nei primi mesi di terapia e quali errori evitare.

Quando si inizia la terapia farmacologica

Non tutti i valori pressori elevati richiedono subito farmaci. Le linee guida europee distinguono:

  • Pressione normale-alta (130-139/85-89 mmHg): in assenza di altri fattori di rischio, si inizia con modifiche dello stile di vita (riduzione del sale, esercizio fisico, calo ponderale, riduzione dell'alcol) per 3-6 mesi. Farmaci solo se il rischio cardiovascolare è alto.
  • Ipertensione di grado 1 (140-159/90-99 mmHg): se il rischio cardiovascolare è basso, si tenta prima lo stile di vita. Se alto o se i valori non scendono, si parte con la terapia.
  • Ipertensione di grado 2 (≥160/100 mmHg): si inizia quasi sempre subito con i farmaci, spesso in combinazione.
  • Crisi ipertensiva (>180/120 mmHg con sintomi): emergenza medica.

Le principali classi di antipertensivi

ACE-inibitori

Ramipril, enalapril, lisinopril, perindopril. Bloccano l'enzima di conversione dell'angiotensina, riducendo la produzione di angiotensina II (potente vasocostrittore). Indicati in prima linea, specialmente in presenza di diabete, nefropatia diabetica, scompenso cardiaco.

Effetto collaterale caratteristico: tosse secca persistente (nel 10-15% dei pazienti). Se compare, si sostituisce con un sartano. Si assumono spesso al mattino o alla sera: la compliance è migliore se si prende sempre alla stessa ora. Per approfondire uno dei più prescritti, leggi come e quando prendere il ramipril.

Sartani (ARB — Antagonisti dei recettori dell'angiotensina II)

Losartan, valsartan, olmesartan, irbesartan, candesartan, telmisartan. Stesso meccanismo degli ACE-inibitori ma senza tosse. Ottima tollerabilità. Indicati come alternativa agli ACE-inibitori o in caso di intolleranza. Non usare ACE-inibitori e sartani insieme.

Calcio-antagonisti

Amlodipina, lercanidipina, felodipina, nifedipina (diidropiridinici); diltiazem, verapamil (non-diidropiridinici). Bloccano i canali del calcio nelle cellule muscolari lisce vascolari e/o nel cuore, causando vasodilatazione.

I diidropiridinici (amlodipina è il più usato) sono eccellenti come antipertensivi. L'edema alle caviglie è un effetto collaterale comune (caviglie gonfie): non è pericoloso, ma è fastidioso. Si riduce associando un ACE-inibitore o sartano. I non-diidropiridinici rallentano anche la frequenza cardiaca, utili in caso di tachicardia.

Diuretici tiazidici

Idroclorotiazide, clortalidone, indapamide. Aumentano l'eliminazione renale di sodio e acqua, riducendo il volume ematico. Economici, efficaci, spesso usati in combinazione. La clortalidone e l'indapamide hanno evidenze cardiovascolari migliori rispetto all'idroclorotiazide.

Effetti collaterali: ipopotassiemia (monitorare il potassio), iperglicemia, iperuricemia (peggiorano la gotta). Controindicati nella gotta.

Betabloccanti

Bisoprololo, metoprololo, atenololo, carvedilolo, nebivololo. Riducono la frequenza cardiaca e la forza di contrazione. Non sono più considerati di prima scelta come antipertensivi (salvo in presenza di cardiopatia ischemica, scompenso cardiaco, aritmie), ma rimangono usati in combinazione o quando ci sono indicazioni specifiche.

Non sospendere mai bruscamente i betabloccanti: può causare angina da rimbalzo o tachicardia riflessa. La sospensione deve essere sempre graduale.

La terapia di combinazione: meglio due farmaci a dose bassa

Le linee guida attuali raccomandano di iniziare la terapia spesso già in combinazione: due farmaci a dose bassa danno più benefici e meno effetti collaterali rispetto a un solo farmaco a dose alta. Le combinazioni più usate:

  • ACE-inibitore + calcio-antagonista
  • ACE-inibitore + diuretico tiazidico
  • Sartano + calcio-antagonista
  • Sartano + diuretico tiazidico

Esistono numerose combinazioni fisse in un'unica compressa, che migliorano molto l'aderenza alla terapia.

Obiettivi di pressione

L'obiettivo standard è una pressione sistolica tra 120-130 mmHg e diastolica <80 mmHg, misurata con lo sfigmomanometro a casa (i valori domestici sono circa 5-10 mmHg più bassi di quelli in ambulatorio). Negli anziani fragili (>80 anni) l'obiettivo è più permissivo (<140-150 mmHg) per evitare ipotensione ortostatica.

Errori comuni da evitare

  • Smettere il farmaco quando la pressione è normale: la pressione è normale grazie al farmaco. Sospendere far risalire i valori.
  • Assumere il farmaco solo quando la pressione è alta: gli antipertensivi vanno presi ogni giorno, non “al bisogno”.
  • Non monitorare la pressione a casa: lo sfigmomanometro da polso o da braccio è indispensabile. Misura la pressione 2 volte al giorno (mattina e sera) nella prima settimana di terapia.
  • Assumere FANS senza avvisare il medico: ibuprofene, diclofenac e altri FANS aumentano la pressione e riducono l'efficacia degli antipertensivi, specialmente degli ACE-inibitori/sartani e diuretici.

Gli integratori naturali possono aiutare ma non sostituiscono i farmaci nelle ipertensioni stabili. Per saperne di più, leggi la guida sugli integratori per la pressione alta.

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Conclusione

La pressione alta si controlla molto efficacemente con i farmaci moderni. La scelta della classe dipende dalle caratteristiche del paziente, dalle comorbilità e dagli effetti collaterali. L'obiettivo è trovare il regime più efficace con la migliore tollerabilità. Il farmaco migliore è quello che riesci a prendere ogni giorno con costanza.

Domande frequenti

Devo prendere l'antipertensivo per sempre?

Nella maggior parte dei casi sì: l'ipertensione è una condizione cronica. Smettere il farmaco fa risalire la pressione. Solo dopo significativi cambiamenti di stile di vita il medico può valutare una riduzione.

Posso prendere ibuprofene se ho la pressione alta?

Con cautela. I FANS come ibuprofene e diclofenac aumentano la pressione e riducono l'efficacia degli antipertensivi. Preferire paracetamolo per il dolore. Se devi usare FANS, segnalarlo al medico.

Quando misurare la pressione a casa?

La mattina prima di prendere i farmaci e prima di colazione, e la sera prima di coricarsi. Fai due misurazioni a distanza di 1-2 minuti e registra la media. La prima settimana misura due volte al giorno.

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