Psoriasi: farmaci topici, biologici e trattamenti moderni
Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute, consulta un professionista sanitario.
La psoriasi colpisce circa il 2-3% della popolazione mondiale — in Italia si stima circa 1,5 milioni di persone. È una malattia cronica, autoimmune, che accelera il ricambio delle cellule della pelle causando placche spesse, rosse e squamose. Non è contagiosa, ma può avere un impatto significativo sulla qualità di vita.
Oggi i trattamenti disponibili sono molti e molto efficaci, soprattutto per le forme moderate-gravi. In questa guida vediamo cosa c'è in farmacia, cosa prescrive il dermatologo e cosa dice la ricerca più recente.
Come si manifesta la psoriasi
La forma più comune (“a placche”, o psoriasi vulgaris) si presenta con aree di pelle arrossata, coperte da squame argentee, spesse e ben delimitate. Le zone più colpite sono gomiti, ginocchia, cuoio capelluto, schiena e zona lombare.
Altre forme includono la psoriasi guttata (piccole lesioni a goccia, spesso dopo un'infezione streptococcica), la psoriasi inversa (nelle pieghe cutanee) e la psoriasi pustolosa. Circa il 30% delle persone con psoriasi sviluppa artrite psoriasica.
Trattamenti topici: la prima linea
Per la psoriasi lieve-moderata (meno del 10% della superficie corporea), i trattamenti locali applicati sulla pelle sono la prima scelta.
Corticosteroidi topici
Sono i più usati per la psoriasi. Riducono rapidamente infiammazione, prurito e spessore delle placche. Esistono in diverse potenze:
- Bassa potenza (idrocortisone 1%): per viso, pieghe e zone delicate.
- Media potenza (betametasone valerato, clobetasone): per corpo e arti.
- Alta potenza (clobetasolo propionato): per le placche spesse e resistenti, usato a cicli brevi.
L'uso prolungato senza interruzione può causare assottigliamento della pelle, teleangectasie e “tachifilassi” (riduzione della risposta al farmaco). Per approfondire gli effetti del cortisone, leggi effetti collaterali del cortisone.
Analoghi della vitamina D
Il calcipotriolo (Daivonex) e il calcitriol rallentano la proliferazione dei cheratinociti e riducono l'infiammazione. Spesso usati in combinazione con corticosteroidi (es. Dovobet = calcipotriolo + betametasone), che permette di ridurre la dose di cortisone pur mantenendo l'efficacia.
Retinoidi topici
Il tazarotene (derivato della vitamina A) riduce la proliferazione cellulare. Può essere irritante: si usa spesso in combinazione con corticosteroidi per ridurre questo effetto.
Inibitori della calcineurina
Tacrolimus e pimecrolimus sono indicati per psoriasi in zone delicate (viso, pieghe, genitali) dove i corticosteroidi non sono adatti per uso prolungato.
Fototerapia
Per la psoriasi moderata-grave, la fototerapia (esposizione controllata ai raggi UV) è un'opzione efficace senza effetti sistemici.
- NB-UVB (ultravioletti a banda stretta): è il tipo più usato oggi. 2-3 sedute a settimana per 3-4 mesi. Molto efficace, relativamente sicuro.
- PUVA (psoralene + UVA): il psoralene (farmaco fotosensibilizzante) potenzia l'effetto degli UVA. Più efficace ma con maggior rischio di cancro cutaneo a lungo termine.
Farmaci sistemici tradizionali
Per la psoriasi moderata-grave che non risponde ai topici, il dermatologo può prescrivere farmaci sistemici:
- Metotrexato: immunosoppressore che riduce la replicazione delle cellule immunitarie. Efficace, economico, ma richiede monitoraggio ematico e epatico periodico.
- Ciclosporina: inibisce i linfociti T. Efficacia rapida, usata a cicli (non lungo termine per rischio nefrotossico).
- Acitretina: retinoide sistemico, efficace soprattutto per la psoriasi pustolosa e eritrodermica. Assolutamente controindicato in gravidanza e per 3 anni prima di una gravidanza.
Farmaci biologici: la rivoluzione della psoriasi
I farmaci biologici hanno trasformato il trattamento della psoriasi moderata-grave negli ultimi 20 anni. Sono anticorpi monoclonali che bersagliano specifiche molecole del sistema immunitario:
- Anti-TNFα: etanercept, adalimumab, infliximab. I più longevi, efficaci anche per l'artrite psoriasica.
- Anti-IL-12/23: ustekinumab (Stelara). Iniezioni ogni 12 settimane dopo le prime dosi. Ottimo profilo di sicurezza.
- Anti-IL-17: secukinumab, ixekizumab, bimekizumab. Oggi considerati tra i più efficaci. Clearance cutanea quasi completa in molti pazienti.
- Anti-IL-23: guselkumab, risankizumab, tildrakizumab. Iniezioni ogni 8-12 settimane dopo le prime dosi. Efficacia elevata e lunga durata d'azione.
I biologici richiedono prescrizione specialistica, vengono somministrati per iniezione sottocutanea o infusione endovenosa e sono rimborsati dal SSN per le forme gravi dopo fallimento dei trattamenti convenzionali.
Piccoli molecole: gli inibitori delle JAK
Deucravacitinib (Sotyktu) è il primo inibitore di TYK2 approvato per la psoriasi. Si prende in compresse, una volta al giorno. Rappresenta un'alternativa orale ai biologici per i pazienti che non vogliono iniezioni.
Fattori che peggiorano la psoriasi
- Stress psicologico (trigger molto comune)
- Alcune infezioni (streptococciche in particolare)
- Farmaci: betabloccanti, litio, antimalarici, FANS
- Alcol e fumo
- Traumi cutanei (fenomeno di Koebner)
- Variazioni ormonali
Cura della pelle nella vita quotidiana
Indipendentemente dalla terapia, alcune abitudini aiutano:
- Idratare la pelle ogni giorno con emollienti privi di profumi (riduce le squame e il prurito)
- Bagni tiepidi (non caldi) con oli da bagno
- Evitare strofinare la pelle con asciugamani ruvidi
- Esposizione solare moderata (benefica, ma non eccessiva)
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Conclusione
La psoriasi oggi si tratta meglio che mai. Dalla crema al biologico, esiste uno spettro di opzioni terapeutiche capace di rispondere a ogni gravità di malattia. Il punto di partenza è sempre una visita dermatologica per una diagnosi precisa e un piano terapeutico personalizzato.