Reflusso gastroesofageo (GERD): farmaci e stile di vita

Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute, consulta un professionista sanitario.

Il bruciore di stomaco che sale su, il rigurgito acido dopo i pasti, la sensazione di fuoco dietro lo sterno: questi sintomi descrivono il reflusso gastroesofageo, una delle condizioni più diffuse in Italia. Si stima che colpisca il 10-20% della popolazione adulta. Ma non tutti i reflussi sono uguali, e non tutti richiedono gli stessi farmaci.

Cos'è il reflusso gastroesofageo (GERD)

Il reflusso gastroesofageo (GERD, dall'inglese Gastroesophageal Reflux Disease) avviene quando il contenuto acido dello stomaco risale verso l'esofago. Normalmente lo sfintere esofageo inferiore — un anello muscolare tra esofago e stomaco — impedisce questo reflusso. Quando si indebolisce o si rilassa in modo inappropriato, l'acido risale.

I sintomi più comuni includono:

  • Pirosi: bruciore retrosternale che sale verso la gola
  • Rigurgito acido o amaro in bocca
  • Tosse cronica (soprattutto notturna)
  • Voce rauca, mal di gola cronico
  • Difficoltà a deglutire (disfagia) nei casi più gravi
  • Dolore toracico (che può mimare un problema cardiaco)

Fattori che peggiorano il reflusso

Alcuni fattori aumentano la probabilità e la gravità del reflusso:

  • Sovrappeso e obesità: aumentano la pressione addominale sullo stomaco.
  • Ernia iatale: parte dello stomaco che scivola attraverso il diaframma, molto comune e spesso associata al GERD.
  • Cibi trigger: cioccolato, menta, cibi grassi, pomodoro, agrumi, cipolla, aglio, caffè, alcol.
  • Fumo: riduce il tono dello sfintere esofageo.
  • Pasti abbondanti e coricarsi subito dopo mangiato.
  • Farmaci: FANS (ibuprofene, aspirina), calcio antagonisti, nitrati, antidepressivi triciclici. Leggi perché l'ibuprofene irrita lo stomaco.
  • Gravidanza: il progesterone rilassa lo sfintere e l'utero comprime lo stomaco.
  • Stress: non causa direttamente il reflusso ma abbassa la soglia di percezione del dolore esofageo.

Farmaci per il reflusso: dalla scala più bassa alla più alta

Il trattamento del reflusso segue un approccio “a gradini”: si inizia con le modifiche dello stile di vita e i farmaci meno potenti, si scala solo se necessario.

Antiacidi (azione rapida)

Bicarbonato di sodio, idrossido di alluminio, idrossido di magnesio, carbonato di calcio: neutralizzano l'acido già presente nello stomaco. L'effetto è rapido (5-15 minuti) ma breve (1-2 ore). Utili per il bruciore occasionale post-pasto.

Attenzione: il bicarbonato di sodio è efficace ma aumenta l'introito di sodio — sconsigliato in chi soffre di pressione alta. Leggi la guida sulla pressione alta.

Alginati

Prodotti come Gaviscon contengono alginato di sodio, che forma un gel galleggiante sulla superficie dello stomaco, fungendo da barriera meccanica contro il reflusso. Sono sicuri in gravidanza e allattamento, non hanno interazioni farmacologiche significative.

Inibitori della pompa protonica (IPP)

Omeprazolo, pantoprazolo, lansoprazolo, esomeprazolo, rabeprazolo: sono i farmaci più efficaci contro il GERD. Bloccano la pompa protonica delle cellule parietali gastriche, riducendo drasticamente la produzione di acido.

  • Si assumono 30-60 minuti prima del pasto principale, perché la pompa protonica è attiva durante la digestione.
  • L'effetto massimo si raggiunge dopo 3-5 giorni di terapia continuativa.
  • Sono farmaci sicuri per uso a breve-medio termine, ma l'uso prolungato può portare a ridotto assorbimento di magnesio, vitamina B12 e calcio, e a un lieve aumento del rischio di infezioni intestinali.

In Italia gli IPP sono tra i farmaci più consumati e spesso abusati. Approfondisci quando servono davvero nella guida al gastroprotettore.

Antagonisti H2

Famotidina, ranitidina (ritirata): bloccano i recettori H2 dell'istamina sulle cellule gastriche, riducendo la secrezione acida. Meno potenti degli IPP ma a effetto più rapido (30-45 min). Utili per un uso al bisogno o in associazione agli IPP nei casi più gravi.

Modifiche dello stile di vita: spesso più utili dei farmaci

Le modifiche comportamentali sono fondamentali e spesso, nei casi lievi, eliminano o riducono drasticamente la necessità di farmaci:

  • Perdita di peso: anche 5-10 kg in meno riducono significativamente i sintomi.
  • Pasti piccoli e frequenti: meno volume nello stomaco, meno reflusso.
  • Non sdraiarsi per 2-3 ore dopo i pasti.
  • Rialzare la testa del letto di 15-20 cm: la gravità aiuta a mantenere l'acido nello stomaco durante il sonno.
  • Smettere di fumare.
  • Evitare i cibi trigger identificati personalmente.
  • Evitare abiti stretti in vita (aumentano la pressione addominale).

Quando il reflusso diventa urgente

Consulta il medico in tempi rapidi se:

  • Hai difficoltà o dolore nel deglutire
  • Il bruciore è accompagnato da dolore toracico (escludere cause cardiache)
  • Perdi peso involontariamente
  • Vomiti sangue o le feci sono nere (possibile sanguinamento)
  • I sintomi non migliorano dopo 4 settimane di terapia con IPP

Il reflusso non trattato nel lungo termine può causare esofagite, ulcere esofagee e — in casi rari — esofago di Barrett, una condizione precancerosa che richiede sorveglianza endoscopica.

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Conclusione

Il reflusso gastroesofageo si gestisce con una combinazione di stile di vita corretto e farmaci appropriati. Gli antiacidi per il bruciore occasionale, gli alginati per la prevenzione post-pasto, gli IPP per il GERD cronico. Ma prima dei farmaci, valgono sempre le modifiche comportamentali: spesso bastano per fare la differenza. Se i sintomi persistono, non rimandare la visita: l'esofago merita attenzione.