Scadenza farmaci: si legge prima o dopo il mese indicato?
Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute, consulta un professionista sanitario.
Guardi la scatola del farmaco e leggi “Scad. 03/2027”. Siamo a marzo 2027: lo puoi ancora prendere? Scade il primo marzo o il trentuno? E quel farmaco con scritto “EXP 12/2026” è la stessa cosa? La confusione è più comune di quanto pensi, e leggere male una data di scadenza può avere conseguenze sulla tua salute.
In questa guida chiariamo una volta per tutte come leggere correttamente la data di scadenza dei farmaci, cosa significano le diverse diciture, e quando un farmaco va davvero considerato scaduto.
Il formato MM/AAAA: cosa significa esattamente
La maggior parte dei farmaci riporta la data di scadenza nel formato mese/anno (ad esempio 03/2027 o 11/2026). Ma cosa indica esattamente?
Secondo le normative europee e le linee guida dell'AIFA, quando la scadenza è espressa come mese e anno, il farmaco è valido fino all'ultimo giorno di quel mese. Quindi:
- Scad. 03/2027 significa che il farmaco è utilizzabile fino al 31 marzo 2027 compreso.
- EXP 11/2026 significa che è valido fino al 30 novembre 2026.
- Scad. 02/2028 significa fino al 28 febbraio 2028 (o 29 se bisestile).
Dal giorno successivo, il farmaco è da considerarsi scaduto e non va più utilizzato.
“Scad.” vs “EXP”: c'è differenza?
No, non c'è alcuna differenza sostanziale. Sono semplicemente abbreviazioni in lingue diverse:
- Scad. = Scadenza (italiano)
- EXP = Expiry date / Expiration (inglese)
- Verwendbar bis = Utilizzabile fino a (tedesco)
- Péremption = Scadenza (francese)
Su molti farmaci troverai entrambe le diciture, soprattutto sui prodotti distribuiti in più Paesi europei. Se vuoi approfondire tutti i simboli presenti sulla confezione dei farmaci, abbiamo una guida dedicata.
Quando la scadenza ha anche il giorno
In alcuni casi, soprattutto per farmaci preparati in farmacia (galenici) o per farmaci ricostituiti (come antibiotici in sospensione), la scadenza può essere indicata con il formato completo giorno/mese/anno (es. 15/06/2027).
In questo caso non c'è ambiguità: il farmaco scade esattamente in quella data. Questa indicazione è comune per i prodotti con una durata breve dopo la preparazione.
Scadenza vs PAO: la confezione sigillata e quella aperta
La data di scadenza stampata sulla confezione si riferisce sempre al prodotto sigillato e integro, conservato secondo le indicazioni del produttore. Una volta che apri il farmaco, entra in gioco un altro concetto: il PAO (Period After Opening).
Il PAO indica per quanto tempo il farmaco resta sicuro ed efficace dopo l'apertura. Per molti farmaci, questo periodo è molto più breve della data di scadenza originale. Per esempio:
- Un collirio con scadenza 2028 potrebbe dover essere buttato 28 giorni dopo l'apertura.
- Uno sciroppo con scadenza 2027 potrebbe valere solo 2-3 mesi una volta aperto.
- L'insulina fuori dal frigo dura massimo 28-42 giorni, indipendentemente dalla scadenza.
Se vuoi approfondire questo tema, leggi la nostra guida su quanto durano i farmaci dopo l'apertura. Il PAO è spesso indicato con un simbolo a forma di vasetto aperto con un numero (es. 6M = 6 mesi).
Cosa succede subito dopo la scadenza
Molte persone si chiedono: “Ma se il farmaco è scaduto da un giorno, sarà davvero pericoloso?”. La risposta richiede una precisazione importante.
La data di scadenza non è un interruttore on/off. Non significa che il farmaco diventi tossico il giorno dopo. Però:
- Il produttore non garantisce più efficacia e sicurezza oltre quella data.
- Il principio attivo potrebbe aver perso parte della sua potenza, rendendo il farmaco meno efficace proprio quando ne hai bisogno.
- Alcuni farmaci (come le tetracicline) possono effettivamente diventare tossici dopo la scadenza.
- I farmaci liquidi sono più soggetti a contaminazione batterica col passare del tempo.
Il consiglio è chiaro: non usare farmaci scaduti. Se ti trovi con farmaci oltre la data, scopri cosa fare con i farmaci scaduti e come smaltirli correttamente.
Come leggere la data nel foglietto illustrativo
Oltre alla confezione esterna, la data di scadenza è riportata anche nel foglietto illustrativo, nella sezione dedicata alla conservazione. Qui troverai anche:
- Le condizioni di conservazione (temperatura, luce, umidità).
- Le indicazioni per il PAO (se applicabile).
- Cosa fare se il farmaco presenta alterazioni visibili (cambio di colore, torbidezza, odore anomalo).
Leggere il foglietto illustrativo è sempre una buona abitudine, soprattutto per i farmaci che usi raramente e di cui potresti non ricordare le condizioni di conservazione.
Errori comuni sulla scadenza dei farmaci
Ecco gli errori più frequenti che le persone commettono:
- Pensare che 03/2027 significhi “entro febbraio 2027”. Come abbiamo visto, il farmaco è valido fino alla fine del mese indicato, non fino al mese precedente.
- Ignorare il PAO. La scadenza sulla scatola non conta se hai aperto il prodotto mesi fa. Il PAO potrebbe essere già scaduto.
- Usare farmaci “appena scaduti”. Anche un solo giorno oltre la scadenza significa che il produttore non garantisce più il prodotto.
- Non controllare la scadenza dei farmaci da banco. Anche i farmaci senza ricetta scadono. L'aspirina nel cassetto da tre anni potrebbe non essere più efficace.
- Confondere la data di produzione con la scadenza. Alcuni prodotti riportano entrambe. La data di produzione (MFG o Prod.) indica quando il farmaco è stato fabbricato, non quando scade.
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Conclusione
Leggere la data di scadenza dei farmaci è più semplice di quanto sembri: il formato MM/AAAA indica che il farmaco è valido fino all'ultimo giorno di quel mese. “Scad.” e “EXP” significano la stessa cosa. Ma ricorda: la data sulla confezione vale solo per il prodotto sigillato. Se lo hai aperto, controlla il PAO.
La regola d'oro resta una: nel dubbio, non usare un farmaco scaduto. E per evitare di trovarti in questa situazione, lascia che FarmaStock tenga traccia di tutto al posto tuo.