Farmaci scaduti da poco: si possono ancora usare?
Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute, consulta un professionista sanitario.
Hai trovato un antidolorifico scaduto da due mesi. Puoi ancora prenderlo? È una delle domande più cercate in ambito farmaceutico, e la risposta non è un semplice sì o no. La verità è più sfumata di quanto pensi, e in questa guida la affrontiamo con i dati alla mano.
Se cerchi informazioni su come smaltire correttamente i farmaci scaduti, leggi la guida dedicata allo smaltimento. Qui parliamo di un'altra domanda: un farmaco scaduto da poco è ancora efficace e sicuro?
Cosa significa la data di scadenza di un farmaco
La data di scadenza stampata sulla confezione indica fino a quando il produttore garantisce che il farmaco mantiene almeno il 90% della sua potenza originale, se conservato nelle condizioni indicate (temperatura, umidità, luce).
Questo non significa che il giorno dopo la scadenza il farmaco diventi tossico o completamente inefficace. Significa che, da quel momento, il produttore non può più garantire la piena efficacia. La data di scadenza è una garanzia legale e di qualità, non una soglia di pericolo immediato.
La durata tipica assegnata è di 2-5 anni dalla produzione, a seconda del tipo di farmaco e della formulazione. Ma cosa succede realmente dopo?
Il programma SLEP: dati reali sulla durata dei farmaci
La risposta più solida viene dal Shelf Life Extension Program (SLEP), un programma della FDA americana e del Dipartimento della Difesa statunitense. Nato per evitare lo spreco di enormi scorte militari di farmaci, il programma ha testato oltre 3.000 lotti di 122 farmaci diversi, ben oltre la loro data di scadenza.
I risultati sono sorprendenti: l'88% dei farmaci testati era ancora stabile e efficace in media 5,5 anni dopo la scadenza. Alcuni lotti erano ancora validi dopo 15 anni. I farmaci in forma solida (compresse, capsule) erano quelli che si conservavano meglio.
Questi dati suggeriscono che molti farmaci mantengono la loro efficacia ben oltre la data stampata sulla confezione, soprattutto se conservati correttamente.
Quali farmaci restano stabili più a lungo
Non tutti i farmaci invecchiano allo stesso modo. Ecco una classificazione pratica:
- Più stabili (forme solide): compresse, capsule rigide, compresse rivestite. Il paracetamolo, l'aspirina, l'ibuprofene e molti antibiotici in compresse mantengono la potenza per anni dopo la scadenza se conservati in luogo fresco e asciutto.
- Mediamente stabili: supposte (se non esposte al calore), creme e pomate in tubo sigillato.
- Meno stabili (forme liquide): sciroppi, gocce, soluzioni, colliri. L'acqua favorisce la degradazione chimica e la crescita microbica. Un collirio scaduto può essere contaminato.
- I meno stabili: farmaci biologici (insulina, vaccini), nitroglicerina, farmaci liquidi ricostituiti (antibiotici in sospensione preparati dal farmacista). Per approfondire, leggi quanto durano i farmaci aperti.
Quando NON usare mai un farmaco scaduto
Ci sono situazioni in cui non si discute: un farmaco scaduto non va usato:
- Insulina. Perde efficacia in modo significativo dopo la scadenza. Un'insulina che non funziona può causare iperglicemia pericolosa.
- Nitroglicerina sublinguale. Usata nelle emergenze cardiache, perde potenza rapidamente. Averla scaduta e non efficace può essere fatale.
- Colliri e gocce oftalmiche. Il rischio di contaminazione batterica è alto. Un'infezione oculare da collirio contaminato è un rischio reale.
- Epinefrina (adrenalina) autoiniettabile. Per le emergenze allergiche: deve funzionare al 100%. Non rischiare.
- Antibiotici in sospensione orale (una volta ricostituiti). Durano in genere 7-14 giorni, non di più.
- Farmaci che hanno cambiato aspetto: colore diverso, odore strano, compresse sbriciolate, liquido torbido. Questi segni indicano degradazione indipendentemente dalla data.
La risposta onesta: si possono usare o no?
Ecco la risposta diretta, basata sulle evidenze disponibili:
Per farmaci in forma solida (compresse, capsule), scaduti da pochi mesi, conservati correttamente, che non hanno cambiato aspetto: è molto probabile che siano ancora efficaci. Il rischio di tossicità è estremamente basso (l'unico caso documentato riguarda la tetraciclina degradata, un antibiotico oggi formulato diversamente). Il rischio reale è una riduzione dell'efficacia, non un danno.
Per farmaci salvavita, liquidi, biologici o per gli occhi: non rischiare. La differenza tra un antidolorifico leggermente meno potente e un'insulina che non funziona è enorme.
Il buon senso: se puoi sostituire il farmaco scaduto con uno nuovo, fallo. La data di scadenza esiste per un motivo e il costo di una confezione nuova è sempre inferiore al rischio, per quanto piccolo, di un farmaco degradato. Ma se è notte, la farmacia è chiusa e hai solo un antidolorifico scaduto da due mesi, è ragionevole usarlo.
Come conservare i farmaci per farli durare di più
La conservazione corretta è il fattore più importante per mantenere l'efficacia di un farmaco, sia prima che dopo la scadenza:
- Temperatura fresca e costante: evita bagno e cucina, dove temperatura e umidità oscillano. Un armadietto in camera da letto o in corridoio è ideale.
- Lontano dalla luce diretta: la luce degrada molti principi attivi. Tieni i farmaci nella confezione originale.
- Umidità bassa: l'umidità accelera la degradazione, soprattutto delle compresse.
- Confezione chiusa: non togliere le compresse dal blister in anticipo. Il blister protegge dall'umidità e dall'aria.
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Il modo migliore per non trovarsi mai con farmaci scaduti è monitorare le scadenze in anticipo. Con FarmaStock puoi scansionare il barcode di ogni farmaco, registrare la scadenza e ricevere una notifica quando si avvicina. Così puoi sostituire il farmaco per tempo, senza sorprese alle 3 di notte con la febbre.
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Conclusione
La data di scadenza è una garanzia del produttore, non una sentenza di morte del farmaco. I dati scientifici mostrano che molti farmaci in forma solida restano efficaci per anni dopo la scadenza. Ma la prudenza resta la regola: per farmaci salvavita, liquidi o biologici, rispetta sempre la scadenza. Per tutti gli altri, la conservazione corretta è la tua migliore alleata per avere farmaci efficaci quando servono davvero.