Stitichezza: rimedi, lassativi e quando serve il medico

Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute, consulta un professionista sanitario.

La stitichezza (stipsi) colpisce il 15-20% della popolazione italiana, con una prevalenza maggiore nelle donne, negli anziani e in chi ha uno stile di vita sedentario. Eppure viene spesso affrontata in modo scorretto: lassativi usati troppo spesso, senza affrontare le cause, o al contrario ignorata finché non diventa un problema cronico.

In questa guida vediamo cosa è davvero la stitichezza, quali rimedi funzionano (e in che ordine provarli), e quando è il momento di parlare con il medico.

Cos'è davvero la stitichezza

Non esiste una “frequenza normale” uguale per tutti: c'è chi va di corpo tre volte al giorno e chi tre volte alla settimana, e entrambi possono essere nella norma. La stitichezza è definita clinicamente dalla presenza di almeno due di questi criteri per almeno tre mesi:

  • Meno di 3 evacuazioni alla settimana
  • Feci dure o grumose
  • Sforzo eccessivo durante la defecazione
  • Sensazione di evacuazione incompleta
  • Sensazione di blocco anorettale
  • Necessità di manovre manuali per facilitare l'evacuazione

Cause più comuni

Prima di trattare la stitichezza con i farmaci, è utile capire perché è comparsa:

  • Alimentazione povera di fibre e scarsa idratazione: la causa più frequente
  • Sedentarietà: l'attività fisica stimola la peristalsi
  • Farmaci: oppioidi (causa più forte), antidolorifici come ibuprofene, integratori di ferro, antidepressivi triciclici, antipsicotici, antiacidi con alluminio, supplementi di calcio
  • Condizioni mediche: ipotiroidismo, diabete, sindrome dell'intestino irritabile (IBS-C), malattia di Parkinson, sclerosi multipla
  • Gravidanza: il progesterone rallenta la motilità intestinale
  • Ignorare lo stimolo: rimandare sistematicamente l'evacuazione per abitudine o per imbarazzo in luoghi pubblici

I rimedi di prima linea: prima i cambiamenti dello stile di vita

Le linee guida internazionali raccomandano di iniziare sempre con le modifiche alimentari e comportamentali, prima di ricorrere ai lassativi:

  • Aumentare le fibre: l'obiettivo è 25-35 g al giorno. Aumenta gradualmente per evitare gonfiore: verdura cotta e cruda, frutta, legumi, cereali integrali, semi di chia e lino macinati. Attenzione: le fibre senza acqua sufficiente possono peggiorare la stitichezza.
  • Bere più acqua: almeno 1,5-2 litri al giorno. Le feci dure sono spesso semplicemente troppo disidratate.
  • Attività fisica regolare: anche solo una camminata di 30 minuti al giorno stimola la motilità intestinale.
  • Rispettare lo stimolo: non ignorare mai il senso di urgenza. Il momento migliore è spesso la mattina, dopo colazione (riflesso gastrocolico).
  • Posizione corretta: i piedi su un piccolo sgabello (“squatty potty”) simula la posizione accovacciata e facilita la defecazione.
  • Prugnole e kiwi: il kiwi ha evidenze scientifiche buone per la stipsi (1-2 kiwi al giorno). Le prugne secche contengono sorbitolo, un lassativo naturale.

Lassativi: tipologie e quando usarle

Lassativi osmotici (lattulosio, macrogol/PEG)

Sono la prima scelta tra i lassativi. Funzionano richiamando acqua nel colon, ammorbidendo le feci. Sono sicuri e possono essere usati per periodi prolungati. Non creano dipendenza.

  • Macrogol (Movicol, Forlax): ottimo profilo di sicurezza, efficace anche nei bambini. Può essere usato anche cronicamente.
  • Lattulosio (Laevolac): zucchero non assorbibile. Efficace ma può causare gonfiore e flatulenza, soprattutto all'inizio.
  • Sali di magnesio (ossido di magnesio): effetto lassativo osmotico, utile per uso occasionale.

Lassativi stimolanti (senna, bisacodile, picosolfato di sodio)

Stimolano direttamente la motilità del colon. Sono efficaci ma vanno usati con cautela:

  • Ideali per uso occasionale (2-3 volte a settimana al massimo)
  • L'uso cronico quotidiano può ridurre la risposta (tolleranza) e causare dipendenza funzionale
  • La senna è la più usata, disponibile anche come tè
  • Possono causare crampi addominali

Ammorbidenti delle feci (docusato)

Agiscono come detergenti, permettendo all'acqua di penetrare nelle feci. Utili per chi non deve sforzare (post-operatorio, emorroidi, fissurazioni). Poco utili come trattamento principale della stitichezza.

Supposte e clisteri (bisacodile, glicerina)

Agiscono localmente e rapidamente (15-60 minuti). Utili per l'evacuazione immediata o quando il lassativo orale non ha funzionato. Le supposte di glicerina sono sicure e possono essere usate anche nei bambini.

Linaclotide e prucalopride (su prescrizione)

Farmaci di nuova generazione per la stipsi cronica non responsiva ai trattamenti standard. Richiedono prescrizione e valutazione specialistica.

Stitichezza nei bambini

La stitichezza è molto comune nei bambini, specie nei lattanti al momento del divezzamento e nei bambini in età scolare. Il macrogol è il lassativo più raccomandato in età pediatrica. Come spiegato nella guida su come dare le medicine ai bambini, la formulazione in polvere sciolta nell'acqua è pratica da somministrare.

Quando andare dal medico

Consulta il medico se:

  • La stitichezza è comparsa di recente e non hai cambiato dieta o farmaci
  • C'è sangue nelle feci
  • Hai perso peso involontariamente
  • Hai più di 50 anni e non hai mai fatto una colonscopia di screening
  • La stitichezza non risponde ai lassativi dopo 2-3 settimane
  • Hai dolore addominale persistente
  • Alterna con diarrea (possibile IBS)

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Conclusione

La stitichezza si gestisce meglio partendo dalle cause: più fibre, più acqua, più movimento. Se queste misure non bastano, i lassativi osmotici (macrogol, lattulosio) sono la prima scelta farmacologica: sicuri, efficaci e privi di dipendenza. I lassativi stimolanti sono utili per uso occasionale ma non per uso cronico quotidiano. Se la stitichezza è persistente o si accompagna a segnali di allarme, non aspettare: parla con il medico.