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Cortisone e osteoporosi: perché calcio e vitamina D sono essenziali durante la terapia

Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute, consulta un professionista sanitario.

Se il medico ti ha prescritto una terapia cortisonica di più settimane, molto probabilmente ha aggiunto (o avrebbe dovuto aggiungere) anche calcio e vitamina D. Non è una raccomandazione accessoria: è una misura di protezione obbligatoria per le ossa, perché il cortisone interferisce con il metabolismo osseo in modo significativo e ben documentato.

Perché il cortisone fa male alle ossa

I corticosteroidi sistemici (prednisone, betametasone, desametasone, idrocortisone) agiscono sulle ossa attraverso più meccanismi simultanei:

  • Riduzione dell'assorbimento intestinale di calcio: il cortisone inibisce i trasportatori intestinali della vitamina D, riducendo del 20-40% l'assorbimento del calcio dalla dieta.
  • Aumento dell'escrezione renale di calcio:i reni eliminano più calcio con le urine, impoverendo ulteriormente le riserve ossee.
  • Inibizione degli osteoblasti:il cortisone rallenta la formazione di nuovo tessuto osseo riducendo l'attività delle cellule che costruiscono l'osso.
  • Attivazione degli osteoclasti:le cellule che distruggono l'osso (riassorbimento osseo) vengono stimolate.

Il risultato combinato è una perdita di densità minerale ossea(BMD) che può essere significativa anche dopo pochi mesi di terapia. Il rischio è massimo nei primi 6-12 mesi e si riduce successivamente anche con la terapia continuata, ma non scompare.

Quanto tempo ci vuole perché si manifesti il danno

Ecco il dato che sorprende molti pazienti: la perdita ossea inizia già nelle prime settimane di terapia cortisonica. Non è necessaria una terapia cronica di anni. Già con 3 mesi di prednisone a dosaggi medi (equivalente a 5-7,5 mg/die di prednisone) si può documentare una riduzione della BMD lombare dell'1-3%.

Per questo le linee guida internazionali (EULAR, ACR, SIOMMMS) raccomandano di iniziare la supplementazione di calcio e vitamina D fin dal primo giorno di terapia cortisonica, e non di aspettare per vedere se il danno si manifesta.

Per capire come ridurre gradualmente il cortisone alla fine della terapia, leggi come scalare il cortisone gradualmente.

Le dosi raccomandate: calcio e vitamina D

Le linee guida concordano su questi obiettivi:

  • Calcio totale giornaliero: 1000-1500 mg (somma di dieta + integratore). Un adulto in media assume 500-700 mg/die con la dieta senza latticini, 800-1000 mg con latticini. La quota di integratore va calcolata sulla differenza.
  • Vitamina D: minimo 800 UI/die, ma molte linee guida raccomandano 1000-2000 UI durante la terapia cortisonica per compensare il ridotto assorbimento. In alcune situazioni (carenza documentata, terapia prolungata) si arriva a 4000 UI/die sotto controllo medico.

Trovi facilmente in farmacia integratori combinati di calcio e vitamina D in compresse o bustine, formulati appositamente per queste situazioni.

Come prendere il calcio: orario e forma

L'assorbimento del calcio dipende dalla forma e dall'orario:

  • Non superare 500 mg per dose:oltre questa quantità l'assorbimento si satura. Se devi prendere 1000 mg/die di integratore, dividili in due dosi.
  • Carbonato di calcio:la forma più comune e meno costosa. Va preso con il pasto perché l'acido gastrico è necessario per il suo assorbimento.
  • Citrato di calcio: si assorbe bene anche a stomaco vuoto, ottimo per chi prende IPP (gastroprotettori) che riducono la secrezione acida.
  • Non prendere il calcio insieme al cortisone: separarli di almeno 2 ore riduce la possibilità che il cortisone interferisca con l'assorbimento.

Quando si aggiungono i bifosfonati

In alcuni pazienti, calcio e vitamina D non bastano: servono farmaci specifici per la protezione ossea. I bifosfonati(alendronato, risedronato, zoledronato) sono i più usati e sono raccomandati in questi casi:

  • Terapia cortisonica prevista per più di 3 mesi con dosi di prednisone ≥ 5 mg/die (o equivalente).
  • Densità ossea già ridotta alla MOC (mineralometria ossea computerizzata) prima dell'inizio della terapia.
  • Donne in post-menopausa o uomini sopra i 50 anni con altri fattori di rischio per osteoporosi.
  • Precedente frattura da fragilità.

In questi casi il medico valuà l'aggiunta di un bifosfonato (settimanale per via orale o infusione endovenosa annuale) alla supplementazione di calcio e vitamina D. La decisione si basa sul calcolo del rischio individuale.

Dieta e stile di vita durante la terapia cortisonica

Gli integratori da soli non bastano: lo stile di vita conta.

  • Aumenta gli alimenti ricchi di calcio: latte, yogurt, formaggi stagionati, sardine con lische, broccoli, mandorle, tofu. Ogni bicchiere di latte apporta circa 300 mg di calcio.
  • Esposizione solare: 15-20 minuti di sole su viso e avambracci ogni giorno (senza protezione solare ad alto SPF) stimola la produzione cutanea di vitamina D.
  • Attività fisica con carico:camminare, correre, fare pesi stimola la formazione ossea. L'esercizio aerobico senza carico (nuoto, ciclismo) non ha lo stesso effetto.
  • Evita il fumo e limita l'alcol: entrambi aumentano il rischio di osteoporosi indipendentemente dal cortisone.

Per una guida completa agli effetti del cortisone sull'organismo, consulta tutti gli effetti collaterali del cortisone.

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Conclusione

Il cortisone è spesso indispensabile, ma i suoi effetti sulle ossa richiedono attenzione fin dal primo giorno. Calcio (1000-1500 mg/die totali) e vitamina D (almeno 800-2000 UI/die) sono la protezione di base per chiunque segua una terapia cortisonica di più di qualche settimana. Il carbonato di calcio si prende con il pasto, il citrato di calcio va bene anche a stomaco vuoto. Se la terapia supera i 3 mesi, chiedi al medico se è necessario aggiungere un bifosfonato.

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