Cortisone o FANS: differenze, quando scegliere l'uno o l'altro
Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute, consulta un professionista sanitario.
Quando hai un dolore articolare, un'infiammazione, un'allergia o un problema autoimmune, il medico potrebbe prescrivere un cortisone o un FANS (farmaco antinfiammatorio non steroideo come ibuprofene o ketoprofene). Ma qual è la differenza tra i due? Quando si usa uno e quando l'altro? E perché il cortisone ha così cattiva reputazione?
Questa guida chiarisce le differenze tra i due tipi di antinfiammatori, i loro meccanismi d'azione, gli effetti collaterali e quando il medico sceglie l'uno o l'altro.
Cosa sono i FANS
I FANS (Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei) comprendono ibuprofene, ketoprofene, naprossene, diclofenac, celecoxib e aspirina. Agiscono inibendo gli enzimi COX-1 e COX-2, che producono prostaglandine: i mediatori chimici dell'infiammazione, del dolore e della febbre.
Bloccando le prostaglandine, i FANS riducono contemporaneamente infiammazione, dolore e febbre. Il loro effetto è rapido (30-60 minuti) e dura 4-8 ore a seconda del principio attivo.
Per approfondire le differenze tra i vari FANS, leggi la guida agli antidolorifici a confronto.
Cosa è il cortisone
Il cortisone è un corticosteroide, ovvero un farmaco sintetico che mima l'azione del cortisolo, l'ormone prodotto naturalmente dalle ghiandole surrenali. I corticosteroidi usati in medicina includono prednisone, prednisolone, metilprednisolone, betametasone e desametasone.
Il loro meccanismo d'azione è più ampio e profondo di quello dei FANS: agiscono direttamente sul nucleo delle cellule, modificando l'espressione genica e sopprimendo l'intera cascata infiammatoria e immunitaria. Il risultato è un'azione antinfiammatoria molto più potente, ma con più effetti collaterali.
Differenze chiave: FANS vs cortisone
- Potenza antinfiammatoria: il cortisone è nettamente più potente dei FANS in situazioni di infiammazione grave o sistemica.
- Azione analgesica: i FANS sono ottimi analgesici (antidolorifici); il cortisone riduce il dolore solo indirettamente attraverso la riduzione dell'infiammazione.
- Azione antipiretica: i FANS abbassano la febbre direttamente; il cortisone ha un effetto antipiretico indiretto.
- Azione immunosoppressiva: il cortisone sopprime il sistema immunitario; i FANS no (o in misura trascurabile).
- Velocità d'azione: i FANS agiscono in 30-60 minuti; il cortisone orale impiega alcune ore, quello iniettivo localmente è più rapido.
- Effetti collaterali: entrambi hanno effetti collaterali rilevanti, ma diversi (vedi sotto).
Quando si usano i FANS
I FANS sono la prima scelta per:
- Dolori muscolo-scheletrici acuti (mal di schiena, contratture, strappi)
- Dolori articolari da artrosi o artrite in fase acuta
- Febbre e dolore da influenza o raffreddore
- Mal di testa da tensione ed emicrania
- Dolori mestruali
- Tendiniti e borsiti lievi-moderate
- Dolore post-operatorio o post-traumatico
Sono farmaci da banco o a bassa prescrizione, efficaci per la maggior parte dei dolori di media entità senza necessità di un'azione immunosoppressiva.
Quando si usa il cortisone
Il cortisone diventa necessario quando:
- L'infiammazione è sistemica e grave: in malattie autoimmuni come artrite reumatoide, lupus eritematoso sistemico, vasculiti, malattie infiammatorie intestinali in fase acuta.
- Reazioni allergiche severe: angioedema, orticaria grave, reazioni anafilattoidi post-esposizione.
- Asma grave: i corticosteroidi inalatori sono il cardine della terapia per asma persistente; quelli orali per le riacutizzazioni.
- Compressione midollare o cerebrale: per ridurre rapidamente l'edema in emergenza.
- Trapianti d'organo: per prevenire il rigetto.
- Dolori articolari refrattari ai FANS: l'iniezione locale di cortisone (infiltrazione) è usata per tendiniti, borsiti e dolori artrosici che non rispondono ai FANS.
- Dermatiti e eczema grave: sia in formulazione topica (creme) che sistemica.
Effetti collaterali dei FANS
- Gastrointestinali: gastrite, ulcere, sanguinamento gastrointestinale (il rischio aumenta con l'uso prolungato e senza gastroprotettore).
- Cardiovascolari: aumento della pressione arteriosa, rischio cardiovascolare aumentato con uso cronico (soprattutto diclofenac e COX-2 inibitori).
- Renali: riduzione della perfusione renale, rischio di insufficienza renale acuta in chi ha già problemi renali.
- Controindicati in gravidanza dopo il 6° mese e in caso di allergia alla classe.
Per sapere se devi prendere un gastroprotettore con i FANS, leggi la guida al gastroprotettore.
Effetti collaterali del cortisone
Gli effetti collaterali del cortisone dipendono molto dalla dose e dalla durata del trattamento. Basse dosi per breve tempo hanno pochi effetti; dosi alte per mesi o anni causano:
- Aumento della glicemia (importante nei diabetici)
- Ritenzione idrica e aumento di peso
- Osteoporosi (con uso cronico)
- Aumento della pressione arteriosa
- Immunosoppressione e maggiore suscettibilità alle infezioni
- Cataratta e glaucoma (con uso sistemico prolungato)
- Insonnia e alterazioni dell'umore
- Dipendenza surrenalica: dopo terapie prolungate, le ghiandole surrenali riducono la propria produzione di cortisolo. Per questo il cortisone non va mai sospeso bruscamente ma va scalato gradualmente.
Per approfondire leggi la guida agli effetti collaterali del cortisone.
Possono essere usati insieme?
Cortisone e FANS di solito non si usano insieme per via orale: la combinazione aumenta significativamente il rischio di ulcere gastrointestinali. In casi selezionati e monitorati il medico potrebbe prescriverli entrambi aggiungendo un gastroprotettore, ma è una scelta valutata caso per caso.
Diverso il discorso per le forme topiche: una crema cortisonica sulla pelle e un FANS orale possono essere usati contemporaneamente senza problemi rilevanti.
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Conclusione
FANS e cortisone sono entrambi antinfiammatori ma profondamente diversi. I FANS sono la prima scelta per dolori e infiammazioni comuni di media intensità. Il cortisone è riservato a infiammazioni gravi, malattie autoimmuni e situazioni in cui la potenza antinfiammatoria deve essere massima. La scelta dipende dalla diagnosi, dal profilo di rischio del paziente e dalla sede dell'infiammazione — ed è sempre una decisione medica.