Palpitazioni e tachicardia: quando preoccuparsi e cosa fare
Questo articolo ha scopo puramente informativo e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute, consulta un professionista sanitario.
Il cuore che “salta un battito”, che batte troppo forte, troppo veloce o in modo irregolare: le palpitazioni sono una delle cause più frequenti di accesso al pronto soccorso, eppure nella maggior parte dei casi non indicano nulla di grave. Sapere quando preoccuparsi — e quando no — può fare la differenza tra un accesso inutile in PS e una diagnosi necessaria.
Cosa sono le palpitazioni
Le palpitazioni sono la percezione soggettiva del proprio battito cardiaco: può sembrare troppo forte, troppo veloce, irregolare o come se saltasse dei battiti. Non sono di per sé una malattia, ma un sintomo che può avere cause molto diverse.
La tachicardia è invece un segno oggettivo: la frequenza cardiaca supera i 100 battiti per minuto a riposo nell'adulto. Non sempre è patologica: correre, emozionarsi, bere caffè, avere febbre — tutte queste situazioni accelerano il cuore in modo del tutto fisiologico.
Le cause più comuni (e benigne)
Nella maggior parte delle persone sane, le palpitazioni hanno cause benigne:
- Stress e ansia: l'adrenalina accelera il cuore. Chi soffre di disturbi d'ansia può sperimentare palpitazioni frequenti anche a riposo.
- Caffeina: caffè, tè, energy drink, cola. Una dose eccessiva può innescare palpitazioni anche in persone sane.
- Alcol: anche moderate quantità di alcol possono causare aritmie, specialmente la notte (“holiday heart syndrome”).
- Disidratazione: riduce il volume circolante e il cuore batte più veloce per compensare.
- Carenza di elettroliti: magnesio, potassio e calcio sono essenziali per il ritmo cardiaco. La carenza di magnesio è una causa spesso sottovalutata di palpitazioni.
- Farmaci e integratori: decongestionanti nasali (pseudoefedrina), broncodilatatori (salbutamolo), tiroxina, alcuni antidepressivi, stimolanti (guarana, efedrina). Vedi la lista completa dei farmaci da banco che possono avere questo effetto.
- Ipertiroidismo: la tiroide iperattiva accelera tutto il metabolismo, cuore compreso.
- Anemia: con meno globuli rossi, il cuore deve battere più veloce per distribuire lo stesso ossigeno. La carenza di ferro è tra le cause più comuni.
- Extrasistoli: battiti “in anticipo” che interrompono il ritmo regolare, seguiti da una pausa. Comune e generalmente benigno, anche se fa impressione.
Quando le palpitazioni sono pericolose
Le aritmie cardiache significative — che richiedono valutazione e trattamento — si distinguono per alcune caratteristiche:
- Fibrillazione atriale (FA): il ritmo è completamente irregolare, come “una borsa piena di sassi”. È l'aritmia più comune nell'adulto, ma aumenta il rischio di ictus e richiede trattamento. Spesso viene scoperta per caso.
- Tachicardia sopraventricolare (TSV): episodi improvvisi di frequenza cardiaca elevata (150-250 bpm) che iniziano e terminano di scatto. Spesso autolimitante ma fastidiosa.
- Tachicardia ventricolare: più seria, richiede valutazione urgente.
Segnali d'allarme: vai al pronto soccorso
Le palpitazioni diventano un'emergenza se si accompagnano a:
- Dolore o pressione al petto
- Mancanza di respiro grave
- Svenimento o presincope (quasi svenimento)
- Vertigini intense
- Confusione mentale
- Frequenza cardiaca molto alta o molto bassa che non si normalizza
- Palpitazioni in chi ha già una malattia cardiaca nota
La diagnosi: ECG e oltre
La valutazione di un episodio di palpitazioni passa attraverso:
- Elettrocardiogramma (ECG): rapido ed economico, registra il ritmo del cuore nel momento dell'esame. Utile se le palpitazioni sono presenti al momento della registrazione.
- Holter cardiaco: registra l'ECG per 24-48 ore continuative, utile per catturare aritmie episodiche.
- Esami del sangue: TSH (tiroide), emocromo (anemia), elettroliti (potassio, magnesio).
- Ecocardiogramma: esclude malattie strutturali del cuore.
Cosa fare durante le palpitazioni
Se le palpitazioni compaiono e non ci sono segnali d'allarme:
- Siediti o sdraiati in posizione comoda
- Manovra di Valsalva: tappa le narici, chiudi la bocca e soffia forte come se volessi soffiarti il naso senza aprirlo. Stimola il nervo vago e può interrompere alcune tachicardie sopraventricolari.
- Immersione del viso in acqua fredda: attiva il riflesso di immersione e rallenta il cuore.
- Respira lentamente e profondamente
- Misura la frequenza cardiaca (con smartwatch o mettendo le dita sul polso per 15 secondi x 4)
Farmaci per le aritmie: solo con prescrizione
I farmaci antiaritmici (flecainide, amiodarone, bisoprololo, verapamil per TSV) sono farmaci seri che richiedono prescrizione e monitoraggio specialistico. Non è possibile né opportuno auto-medicarsi in caso di aritmie diagnosticate.
Il beta-bloccante (bisoprololo, metoprololo) è spesso prescritto per ridurre la frequenza cardiaca nella fibrillazione atriale e nelle extrasistoli sintomatiche. Va assunto con regolarità e non interrotto mai bruscamente.
Prevenzione: stile di vita per un cuore regolare
- Limita caffeina e alcol
- Non fumare
- Mantieni elettroliti nella norma con una dieta varia
- Gestisci lo stress con tecniche di rilassamento
- Dormi a sufficienza
- Controlla la tiroide se hai sintomi sospetti
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Conclusione
Le palpitazioni sono spesso benigne e legate a stress, caffeina o elettroliti. Ma alcune aritmie richiedono diagnosi e trattamento. La regola è semplice: se le palpitazioni passano da sole in breve tempo e non hai altri sintomi, probabilmente non è nulla di grave. Se si accompagnano a dolore al petto, svenimento o non migliorano, vai in pronto soccorso senza aspettare.